De Bruyne dopo l’eliminazione: “Ho 35 anni e due-tre anni difficili alle spalle, ma di questo Mondiale sono orgoglioso”

Il centrocampista del Napoli non nasconde la delusione per l'uscita ai quarti, ma respinge l'idea di un torneo fallito. Rivendica la sua stagione da reduce, il ruolo da esempio per i più giovani e lascia in sospeso la domanda sul suo futuro con la nazionale.

De Bruyne dopo l’eliminazione: “Ho 35 anni e due-tre anni difficili alle spalle, ma di questo Mondiale sono orgoglioso”

Ps Seattle (Stati Uniti) 15/06/2026 - Mondiali di Calcio 2026 / Belgio-Egitto / foto Psnewz/Image Sport nella foto: Kevin De Bruyne

Il bilancio di De Bruyne con il Belgio è quello di un uomo orgoglioso, non distrutto. Forse non è stato il Mondiale che Kevin aveva sognato, ma dopo la sconfitta per 2-1 nei quarti contro la Spagna il fantasista del Napoli non ha mostrato una delusione profonda. Anzi, ai microfoni della mixed zone ha rivendicato tutto.

Il suo torneo, del resto, è stato in salita: negli ottavi col Senegal era stato sostituito prima dell’ora di gioco, contro gli Stati Uniti era rimasto in panchina. Poi il ritorno da titolare contro la Spagna, con la fascia di capitano al braccio dopo l’infortunio di Tielemans nel riscaldamento. Un compito soprattutto difensivo, tanti chilometri nelle gambe e, verso la fine, i crampi: ha resistito ancora un po’, poi la sua avventura al Mondiale è finita.

De Bruyne e il Belgio, l’analisi della gara

“Penso che abbiamo giocato una partita abbastanza buona. Sapevamo, ovviamente, che avrebbero avuto più possesso palla, ma a parte qualche occasione e alcuni tiri dalla lunga distanza, abbiamo fatto bene. Abbiamo avuto anche noi qualche occasione qua e là, ma pazienza. È un peccato.”

“So che tutti si aspettano che faccia la differenza, ma ho 35 anni”

Il passaggio più intenso è quello sul suo Mondiale personale, con la risposta a chi da lui pretende sempre la giocata decisiva:

“Come valuto il mio Mondiale? Sono orgoglioso del Mondiale che ho giocato. So che tutti si aspettano sempre che io faccia la differenza. Ma ho avuto 2 o 3 anni difficili alle spalle e ho subito un intervento chirurgico importante. Ho 35 anni. Sono orgoglioso di essere qui, di dare tutto ogni giorno e di essere un esempio per questa giovane squadra.”

Parole che raccontano la sua nuova dimensione, quella di reduce e leader silenzioso, dopo settimane in cui le sue quotazioni con Rudi Garcia erano parse in calo e in cui all’estero si diceva che avesse bisogno di un Lukaku al suo fianco.

L’addio alla nazionale? “Non credo. Ma fatemi fare una pausa”

Infine la domanda che tutti si ponevano: era l’ultima partita in maglia belga?

“Ultima partita in Nazionale? Non credo. Ma lasciatemi fare una pausa per un momento. È stato un anno intenso, poi vedremo.”

Nessun annuncio, dunque, ma nemmeno una chiusura. De Bruyne prende tempo, come è normale che sia dopo una stagione logorante. Del resto, il suo presente e il suo futuro prossimo parlano un’altra lingua: quella azzurra. Perché se in nazionale è entrato nella fase dei bilanci, a Napoli resta un punto fermo, un pilastro su cui Allegri vuole costruire. A 35 anni, orgoglioso, con ancora tanto da dare.