Balotelli: “Il vero schifo sono certe persone del calcio di oggi. Non tornerò in Italia, non rimpiango nulla”

A 35 anni SuperMario riparte dall'Arabia e chiude ogni porta al passato. Rivendica tutto, dalle "ragazzate" all'accanimento subìto, rimpiange solo il pallone di quindici anni fa e liquida senza nostalgia perfino il gol azzurro che tutti gli ricordano. Un ritratto d'uomo maturo, ma per niente pentito.

Balotelli: “Il vero schifo sono certe persone del calcio di oggi. Non tornerò in Italia, non rimpiango nulla”

Mg Parma 04/11/2024 - campionato di calcio serie A / Parma-Genoa / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Mario Balotelli

L’atto d’accusa di Balotelli al calcio di oggi è netto: “Mi fa schifo e mi ha stancato”. In un’intervista in esclusiva a SportMediaset, l’attaccante — che da gennaio 2026 gioca all’Al Ittifaq, nella serie cadetta degli Emirati — mette in fila amarezze e certezze. La prima delle quali è definitiva: “Sto bene dove sto, non tornerò in Italia. Io non ho mai fatto male a nessuno e non rimpiango nulla”.

Balotelli e l’addio al calcio italiano: “Il Genoa era l’ultima possibilità”

La sua ultima apparizione in Serie A resta quella con la maglia del Genoa, nel dicembre 2024 a Marassi contro il Napoli, chiusa poi con un divorzio polemico. E le code velenose restano:

“Purtroppo a Genova la società sbagliò tutto, peccato perché la piazza era bellissima, la squadra era forte, la tifoseria fantastica. Mi ero ripromesso che il Genoa sarebbe stato il mio ultimo tentativo in Italia… tutto ciò che fa da contorno a questo calcio inizia a stufarmi. Mi manca il calcio italiano di 15 anni fa, com’era, come si giocava e i calciatori che c’erano.”

Non a caso, dopo il Genoa il suo peregrinare lo ha portato lontano dai riflettori dei top club, fino al calcio arabo.

L’accanimento: “Non ho mai fatto del male a nessuno, ho la coscienza pulita”

Il passaggio più personale è quello sull’accanimento che dice di aver subìto, da chi lo ha sempre accusato di aver sprecato un talento purissimo. Una riflessione da uomo maturo, ma per nulla pentito:

“Su di me ci fu tanto accanimento ma sono state tutte ragazzate di cui non mi pento. Ho la coscienza pulita, io non ho mai fatto del male a nessuno. Certamente, qualche stupidata l’ho fatta, ma ero un giovane vivace, che viveva la propria vita tranquillo. C’era sicuramente un po’ troppo accanimento nei miei confronti. Ma non mi pento di nulla, perché mi hanno fatto crescere. Arrivato a oggi, vedendo il vero schifo che c’è in giro e cosa combinano certe persone, mi rendo conto di non avere mai fatto nulla di veramente dannoso ad altri… ma quello stesso accanimento che ci dovrebbe davvero essere, non c’è.”

È lo stesso Mario di sempre, quello di cui si raccontano ancora aneddoti e rimproveri paterni: ribelle, contraddittorio, ma convinto delle proprie ragioni.

Il gol all’Italia e la promessa: “Finché avrò voglia di sudare non mi fermerò”

Perfino il ricordo più nobile, quel suo gol ricordato come l’ultimo dell’Italia ai Mondiali, non lo scalda. Anzi:

“Non c’è nulla da esserne orgoglioso quando me lo ricordano, è una cosa triste a pensarci. Oggi penso solamente alla mia squadra, alle prospettive di miglioramento. Non so fin quando andrò avanti, ma finché avrò questa passione nell’allenarmi, sudare, andare in campo e segnare non mi fermerò.”

Nessun rimpianto, dunque, e nessun ritorno: Balotelli continua a inseguire il pallone a modo suo, lontano da un’Italia e da un calcio che, dice, non riconosce più. Con una sola bussola: la voglia di sudare.