“Mario, tutte queste donne…”: Materazzi e il rimprovero del papà di Balotelli

Ospite del podcast della Gazzetta dello Sport, Marco Materazzi ripercorre il legame con Mario Balotelli, compagno ai tempi del Triplete dell'Inter quando lui era senatore e Mario un 19enne ingestibile.

“Mario, tutte queste donne…”: Materazzi e il rimprovero del papà di Balotelli

Diciassette anni di differenza, “padre e figlio” come li sintetizza oggi lui stesso. Al podcast della Gazzetta dello Sport, Materazzi ripercorre il rapporto con Balotelli, l’attaccante con cui ha condiviso la storica stagione del Triplete all’Inter: da una parte un 19enne genio e sregolatezza, dall’altra uno dei senatori dello spogliatoio di Mourinho, incaricato di far rispettare le regole. Anche a suon di “qualche schiaffo”.

Materazzi e Balotelli, “padre e figlio” ai tempi del Triplete

“Io a Mario voglio bene, come voglio bene alla sua famiglia“, racconta Materazzi al podcast rosa. Un legame nato in quegli anni all’Inter, quando il ruolo dell’ex difensore era anche quello di tenere a bada il ragazzo, reduce com’era da una stagione, quella del 2010, entrata nella leggenda nerazzurra. “Gli voglio un bene dell’anima. Anche lui me ne vuole, perché sa quante botte ha preso da me, ma sa anche quanto mi sarei svegliato di notte per andare da lui”. E lo ha fatto davvero: “Quando era al Manchester City è stato operato e dormiva con la maglia del Milan. Io ero all’ospedale con lui prima che fosse operato al menisco”.

balotelli

L’aneddoto sul papà adottivo: “Lì mi innamorai di lui”

Il cuore del racconto è il ritratto dei genitori adottivi, di cui Materazzi dice di essersi “innamorato” per come trattavano Mario. “Erano persone affabili. Ti aspetti che… hanno la gallina dalle uova d’oro, e invece una volta, dopo che segnò una doppietta, riportai proprio Mario a casa. Chiamò suo papà e lui, giocherellone: ‘Papà com’è?’. ‘No, devi giocare più per la squadra’, gli disse. E ancora: ‘E poi tutte queste donne’. Lì pensai: aspetta che mi inizia a piacere il papà”. La replica del ragazzo — ‘Ma che dovrei fare?’ — e la risposta del padre: “‘Prendi una bella bicicletta e vai al parco’. Ma nel senso buono. E io lì mi innamorai di suo papà. Dissi: ‘Mario, vedi, ascoltalo'”.

Il rimpianto: “Non ho mai visto uno forte come lui a 15 anni”

Poi l’amarezza, la stessa di chi ha sempre visto in Balotelli un talento rimasto a metà. “Parlare di Balotelli è un grandissimo rimpianto, perché io non ho mai visto uno a 15 anni forte come lui”. Matrix ricorda la sfacciataggine del ragazzo: “Uno che arriva in prima squadra e alla prima partitella prova a fare il tunnel a me, a Córdoba. Grandissima personalità, ma aveva delle qualità incredibili. Avrebbe potuto fare molto di più, ma lo sa anche da solo“. Una parabola che lo stesso ilNapolista ha raccontato a lungo, fino all’ultimo tassello del suo fallimento — e che non toglie nulla all’affetto: “Qualche schiaffo l’ha preso da me, l’avrei dato anche ai miei figli se l’avessero meritato”. Del resto Matrix sa bene cosa significhi essere ricordati per un solo gesto, come la lite con Zidane.