Il ‘tira e molla’ che è costato il Napoli a Italiano: ecco perché De Laurentiis ha scelto Allegri
Per settimane il prescelto era Italiano, poi un tentennamento di troppo ha cambiato tutto. Il Corriere dello Sport racconta i motivi che hanno spinto De Laurentiis tra le braccia del livornese: dal palmarès all'ambizione Champions.

Mg Cremona 01/03/2026 - campionato di calcio serie A / Cremonese-Milan / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Massimiliano Allegri
Allegri firma con il Napoli e l’ufficialità è ormai questione di ore: ma la scelta vera e propria risale a settimane fa. E allora perché, già allora, De Laurentiis aveva scelto Allegri e non Vincenzo Italiano, che pure era stato a lungo il primo nome? A spiegarlo è il Corriere dello Sport, che ricostruisce i motivi dietro la decisione del presidente di puntare sul tecnico livornese, erede di Antonio Conte sulla panchina azzurra.
Allegri al Napoli: perché De Laurentiis ha virato su di lui
Il punto, scrive il quotidiano, è la natura stessa del progetto: “Contratto fino al 2029 per Allegri. Triennale puro, segnale di grande fiducia per l’inizio di un nuovo progetto che dovrà portare il Napoli in alto in Europa, ma blindando comunque la propria posizione di vertice in Italia. Lo scudetto resta sempre un obiettivo, con in allegato la necessità di far strada in Champions dopo la recente eliminazione nella fase campionato”. Una scommessa “coraggiosa”, come l’avevamo definita fin da subito, figlia anche dell’aziendalismo senza stress che il livornese porta in dote.

Il nodo Italiano: il tira e molla che ha cambiato tutto
Prima di virare su Max, però, De Laurentiis aveva pensato seriamente a Vincenzo Italiano: per settimane è stato lui il prossimo allenatore del Napoli. Poi qualcosa si è incrinato: il presidente voleva una firma su una bozza d’accordo e non ha gradito il tira e molla. Da lì la svolta verso Allegri, fino alla firma e all’imminente annuncio ufficiale.
Contratto fino al 2029 e l’obiettivo Champions
A pesare, infine, è stato il peso specifico dell’allenatore. Il Corriere ricorda il palmarès che ha spostato la bilancia: “Cinque scudetti vinti con la Juventus, uno col Milan, cinque trionfi in Coppa Italia, tre Supercoppe e due finali di Champions conquistate con i bianconeri — perse però contro avversari nettamente più forti, il Barcellona di Messi e il Real Madrid di Cristiano Ronaldo”. Esperienza internazionale e mentalità vincente: esattamente ciò che serve a un Napoli che, dopo lo scudetto di Conte, vuole restare in alto in Italia e finalmente incidere in Europa. Per questo, alla fine, De Laurentiis ha scelto lui.