Mourinho fa le valigie per Madrid ma non perdona la Turchia: ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo
Strasburgo ha aperto il fascicolo sul reclamo dell'allenatore portoghese contro una multa e una giornata di squalifica del 2024. Mentre vola verso il Real Madrid, il tecnico porta la Federcalcio turca davanti ai giudici dei diritti umani.

Cm Torino 21/01/2026 - Champions League / Juventus-Benfica / foto Cristiano Mazzi/Image Sport nella foto: Jose' Mourinho
Non gli basta tornare al Real Madrid. Prima di rimettersi sulla panchina che Florentino Pérez gli ha riconsegnato, José Mourinho ha deciso di chiudere i conti con la Turchia: ha presentato ricorso alla Corte europea dei diritti dell’uomo (CEDU) contro le sanzioni rimediate ai tempi del Fenerbahçe. E il caso, secondo quanto risulta dal portale ufficiale della Corte di Strasburgo, è stato ritenuto ammissibile.
Cosa contesta Mourinho alla Federcalcio turca
Nel mirino c’è una sanzione del 2024: una giornata di squalifica e una multa di oltre 16mila euro, comminate dalla Federcalcio turca (TFF) per comportamenti ritenuti offensivi verso i tifosi avversari e per le dichiarazioni contro la federazione e i suoi standard arbitrali. Tre, secondo la documentazione depositata, i diritti che Mourinho ritiene violati: quello a un equo processo, perché la commissione disciplinare della TFF non sarebbe indipendente dalla dirigenza; quello a una decisione motivata, perché non gli sarebbero mai state comunicate le ragioni formali del verdetto; e quello alla libertà di espressione, essendo stato punito per aver detto la sua sugli arbitri. Nel ricorso il portoghese si appoggia anche a un precedente: una sentenza della stessa CEDU contro la TFF datata 2020.
Il complotto, l’eterna compagnia di José
C’è qualcosa di profondamente mourinhano in tutto questo. La squalifica contestata nasce da Fenerbahçe-Trabzonspor del 3 novembre 2024, finita 3-2 per i turchi: una vittoria. Eppure, a fine gara, Mourinho si lamentò ugualmente dell’arbitro, sostenendo che la sua squadra fosse vittima di un complotto. È sempre lui: l’uomo che a Istanbul si sentiva incompreso dal mondo, che aveva fatto di tutto per farsi cacciare e che alla fine si è separato dal Fenerbahçe, porta ora la sua personalissima idea di giustizia fino a Strasburgo. Lo strano destino di José, amato dai tifosi e odiato dai padroni, si arricchisce così di un capitolo legale proprio mentre il ritorno al Real Madrid sembrava averlo riportato in pace col calcio. La Turchia avrà tempo per rispondere, poi la Corte deciderà. Il complotto, intanto, resta la più fedele delle sue compagne di viaggio.