“Non vale la pena parlare di loro”: la frase di Per Mertesacker che fotografa l’Italia allo specchio

Alla tv tedesca ZDF l'ex difensore dell'Arsenal liquida gli azzurri in una battuta. Ma dietro c'è il dato che fa più male: tre Mondiali falliti di fila, dal 2018 a oggi, e un vivaio che non produce più campioni di livello.

“Non vale la pena parlare di loro”: la frase di Per Mertesacker che fotografa l’Italia allo specchio

03 December 2025, Berlin: Soccer: DFB Cup, 1. FC Union Berlin - FC Bayern Munich, round of 16, An der Alten Försterei, ZDF football expert Per Mertesacker. Photo: Soeren Stache/dpa - IMPORTANT NOTE: In accordance with the regulations of the DFL German Football League and the DFB German Football Association, it is prohibited to utilize or have utilized photographs taken in the stadium and/or of the match in the form of sequential images and/or video-like photo series. (Photo by SOEREN STACHE / DPA / dpa Picture-Alliance via AFP)

Per Mertesacker l’Italia non merita nemmeno una parola. Per Mertesacker — ex difensore della Germania e dell’Arsenal, oggi responsabile del settore giovanile dei Gunners e opinionista tv — ha liquidato la Nazionale azzurra in diretta alla tv tedesca ZDF con una frase che fa male proprio perché è vera: “Non meritano che si parli di loro”. Una spatolata, più che una battuta. E, passata la prima reazione d’orgoglio, resta la domanda scomoda: gli si può davvero dare torto?

Mertesacker e l’Italia: “Non meritano che si parli di loro”

La scena è quella dello studio Mondiali della ZDF. La conduttrice e giornalista Katrin Müller-Hohenstein chiede a Mertesacker e all’ex centrocampista Christoph Kramer (campione del mondo nel 2014) se, in tutte queste settimane, si sia mai parlato di quanto sia un peccato l’assenza dell’Italia. “No”, risponde Kramer. Più tagliente Mertesacker: “Assolutamente no. Non meritano che si parli di loro”. Poi il colpo da ex uomo di campo: “Com’è cambiata la squadra! Vent’anni fa, quando perdemmo in semifinale nel 2006, era una formazione di livello mondiale. Oggi bisogna sforzarsi, e con attenzione, per trovare un giocatore di quel livello“. Kramer prova a indorare la pillola — “Sono un grande tifoso dell’Italia, hanno pure vinto un Europeo” — ma la chiosa è perfino peggiore: “Ci sono tanti bambini che non sanno che l’Italia può giocare ai Mondiali”.

Tre Mondiali falliti di fila: il dato che dà ragione al tedesco

Il punto è che i numeri non lasciano scampo. L’ultima Coppa del Mondo giocata dagli azzurri risale al 2014 in Brasile, chiusa malissimo: eliminazione al primo turno, dimissioni del ct Cesare Prandelli e del presidente federale Giancarlo Abete. Da allora, il vuoto: 2018, 2022 e 2026 sono le tre date della vergogna, tre qualificazioni fallite di fila. Un “record” al contrario che rende il trionfo agli Europei 2021 quasi un allineamento fortunato di pianeti. E l’ultima mazzata ha prodotto l’ennesima rivoluzione: via il presidente Gabriele Gravina, via il ct Gennaro Gattuso e via anche Gigi Buffon. Tocca al neo presidente della FIGC Giovanni Malagò ricostruire, partendo da un ct ancora da scegliere — Roberto Mancini non è affatto scontato — e da quelle “criticità” che lui stesso ha ammesso.

Non è una provocazione: l’Italia allo specchio

La sortita di Mertesacker fa discutere, ma non è un’umiliazione gratuita: è semplicemente quel che pensano in tanti, dentro e fuori dai confini. È l’immagine di una nobile decaduta che si crogiola in un passato illustre. E il vero nodo, come ripetiamo da tempo, non è il numero di stranieri in Serie A, ma quanti italiani il nostro calcio sa formare, e come: scuole calcio, settori giovanili, capacità di far crescere i talenti. Lo certifica anche la fuga dei pochi gioielli rimasti, con la Serie A ridotta a vetrina. Finché la scelta del ct resterà l’unica vera discussione, e non il modello, parole come quelle di Mertesacker continueranno a fare male. Soprattutto perché, fin qui, hanno ragione loro.