Marotta non è il padrone, non può decidere lui il ct e trattare Malagò come un ragazzo di bottega (Zazzaroni)
Il clima è già rovente in Federcalcio. Marotta e Gravina non vogliono mollare il potere. Zazzaroni scrive un affilato editoriale contro Marotta che non vuole Mancini in Nazionale e vuole imporre Conte a Malagò

Mg Milano 17/05/2026 - campionato di calcio serie A / Inter-Hellas Verona / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Giuseppe Marotta
Lo scontro Marotta-Malagò
Il direttore del Corriere dello Sport Ivan Zazzaroni scrive quel che un tempo sarebbe stato definito un frontale contro Beppe Marotta e in difesa del neo presidente della Figc Giovanni Malagò e della sua indipendenza. Come vi avevamo scritto qualche giorno fa sul Napolista, Malagò è stato messo lì dal potere di Marotta e Gravina perché è un volto presentabile (a differenza di Gravina e dello stesso Marotta) ma nei loro piani Malagò sarebbe stato solo un volto di facciata. Le leve del comando avrebbe continuato ad azionarle loro. Hanno fatto male i conti con un signore che la politica la conosce e ha un bel po’ di relazioni. Oggi Zazzaroni scrive chiaro e tondo che non sta né in cielo né in terra che il ct della Nazionale lo decida Marotta. Che si tratta di una inaccettabile ingerenza. Marotta non vuole Mancini ct, vuole Antonio Conte.
Zazzaroni fa riferimento al potere come afrodisiaco e scrive: “non vorremmo che, smarrito nella logorante gestione del potere stesso, il presidente dell’Inter cominciasse a perdere la rotta”.

E ancora:
“La pretesa di commissariare ab origine i ragionamenti di Giovanni Malagò sul nuovo tecnico della Nazionale e indirizzare la potente macchina pallonara verso la scelta di un allenatore che non sia Mancini brilla al tempo stesso come un arbitrio e un’inaccettabile ingerenza. Non si può chiamare in soccorso un dirigente del valore internazionale di Malagò per poi trattarlo come un ragazzo di bottega”.
Il punto è che Marotta (Gravina non viene mai citato) non vuole Mancini. Ma chiaramente è anche Gravina che non vuole Mancini. È gravina che ce l’ha con lui per la sua fuga in Arabia Saudita.
Il candidato dell’ancien regime è Conte
Zazzaroni difende Mancini, ne ricorda il curriculum e i successi con la Nazionale. Definisce incongruo criticare il Mancio per aver scelto i soldi sauditi
“mentre si chiudono entrambi gli occhi di fronte alle nefandezze di moltissime (e opache) realtà societarie anche di primissimo piano, il fair play finanziario somiglia a una barzelletta”.

Il candidato di Marotta è Conte. E scrive il direttore del Corsport che ci sarebbe da ridere se poi per arrivare a Conte dovessimo assistere all’autotassazione dei club di Serie A.
Zazzaroni non è contro Conte, è contro l’idea che sia Marotta a scegliere il ct della Nazionale.
Dovrà essere una scelta esclusiva di Malagò. Le mani della Lega calcio sul ct della Nazionale fanno rabbrividire. (…) Mancini o Conte, Conte o Mancini: decida il neopresidente. Che non ha cambiali da pagare.