Fuga azzurra: Palestra al Chelsea e la Serie A ridotta a vetrina

Marco se n'è andato, dunque: bye bye Palestra. Il passaggio del giovane terzino al Chelsea, con l'Atalanta che incassa una cifra monstre e l'Inter beffata, è per La Stampa il simbolo della fuga azzurra.

Fuga azzurra: Palestra al Chelsea e la Serie A ridotta a vetrina

Mg Bergamo 26/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Italia-Irlanda del Nord / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Marco Palestra

C’è un trasferimento che vale più di sé stesso, e racconta lo stato del nostro calcio: quello di Marco Palestra al Chelsea. È da qui che parte La Stampa per fotografare la fuga azzurra, l’inarrestabile esodo dei talenti italiani verso la Premier e i top club europei, contro cui la Serie A non ha più armi.

La fuga azzurra e il caso Palestra-Chelsea

Il caso è emblematico. Palestra, 21 anni, terzino reduce da una buona stagione in prestito al Cagliari, è di proprietà dell’Atalanta: i Blues lo hanno strappato all’Inter “coprendo di soldi” lui e il club bergamasco. All’Atalanta andranno circa 60 milioni più una percentuale sulla futura rivendita; al ragazzo un contratto da sei anni a cifre per noi inarrivabili. “Cifre impossibili da pareggiare per chiunque, in Italia”, scrive La Stampa: è lo stesso meccanismo per cui la Premier spende e tutti gli altri si limitano a venderle i propri gioielli, mentre da noi si insegue la competitività perfino in tournée in Australia.

Da Maradona alla vetrina: la Serie A ha perso il suo posto

Tonaldinho tonali

 

Il punto, scrive il quotidiano, è che senza partire “non c’è speranza, e forse nemmeno futuro”. Sono remoti i tempi in cui la Serie A era “il campionato per eccellenza, catalizzatore di campioni, fenomeni e Palloni d’oro”. Per ritrovarli bisogna sfogliare l’almanacco Panini 1989-90: Diego Armando Maradona al Napoli, van Basten, Gullit e Rijkaard al Milan, Matthäus, Brehme e Klinsmann all’Inter. Oggi il nostro campionato, ammette La Stampa, “è null’altro che una vetrina di giovani promesse a disposizione dei ‘veri’ top club“. Una “top 11” di italiani all’estero — da Donnarumma al City a Tonali al Newcastle, da Calafiori a Chiesa fino a Retegui in Arabia — che dice tutto, e che si lega alla fuga anche dei nostri migliori allenatori e a un sistema che cresce pochi italiani.

I prossimi a partire: Bastoni, Cambiaso, Kean. E la richiesta di riforme

bastoni arbitri Gomitata di Bastoni su Duda in Inter-Verona 2024

 

Il bollettino dei “piedi in fuga”, avverte La Stampa, è destinato ad allungarsi. Alessandro Bastoni è nel mirino del Real Madrid (l’Inter lo valuta 70 milioni), Andrea Cambiaso piace a Chelsea e Barcellona, e anche Moise Kean — reduce da un’ottima stagione con la Fiorentina — prepara le valigie. Lo ha ammesso il ds viola Fabio Paratici: “Moise è un patrimonio del calcio italiano, ma i club non sono padroni dei propri destini di fronte a certe offerte”. È il quadro che spinge a invocare riforme: il neopresidente federale Giovanni Malagò, il “volto presentabile” che il sistema ha dovuto ingoiare, ha auspicato interventi profondi. Perché il rischio, altrimenti, è quello già visibile altrove: in Italia i giovani restano in Serie C, mentre in Spagna alzano i trofei.