Klopp e gli hydration break: “Alla mia età sono ottimi per andare in bagno”

Alla Gazzetta promuove a pieni voti il Mondiale per qualità e voglia di giocare, ma non risparmia le critiche: l'erba secca dei campi americani cambia il gioco e gli hydration break sono troppo lunghi.

Klopp e gli hydration break: “Alla mia età sono ottimi per andare in bagno”

Liverpool's German manager Jurgen Klopp addresses a press conference on March 6, 2024 in Prague on the eve of the UEFA Europa League football match between Liverpool and AC Sparta Prague. (Photo by Michal Cizek / AFP)

C’è chi negli hydration break vede solo pubblicità, e chi invece ci trova un risvolto pratico. Klopp, intervistato dalla Gazzetta dello Sport, appartiene alla seconda categoria: gli hydration break sono troppo lunghi, dice, ma a lui che “non è più giovanissimo” tornano comodi per un motivo molto umano. Prima, però, il tecnico tedesco promuove a pieni voti il Mondiale.

“Livello altissimo, I love it”: Klopp promuove il Mondiale

Sul torneo, Klopp è entusiasta: “Grandissimo livello. I love it. Premessa: non ho visto tutte le partite, però ne ho viste tante. In ogni incontro c’è una dimostrazione di qualità, e non è stato sempre così: ai Mondiali c’era sempre qualcosa legato alla tattica o al risultato che frenava lo sviluppo del gioco. Qui vedo una gran voglia di imporsi, di giocare, di segnare. Non ci sono speculazioni: le piccole vogliono impressionare, le grandi vogliono vincere e passare rapidamente. Il livello medio mi sembra molto alto, superiore alle mie attese“. Un solo neo, legato ai campi: “A Houston o a Dallas si gioca col tetto chiuso, poi passi a New York o a Boston e vai in campo sotto il sole cocente, col campo super secco. La gente non vuole sentire questa cosa, ma l’erba secca cambia completamente il gioco”.

Cristiano Ronaldo con la maglia della Nazionale portoghese

Gli hydration break e la battuta sul bagno

Poi il tema del momento, gli hydration break, che Klopp avrebbe voluto da allenatore: “Mi piacerebbe averli avuti quando ero in panchina, così come altre innovazioni tipo la Goal Line Technology, che ha preso piede quando ormai avevamo già perso una finale (col Chelsea, nel 2024 in Carabao Cup, gol non visto di Van Dijk, ndr) e ci avrebbe fatto comodo”. La critica, però, è sulla durata: “Gli stop sono troppo lunghi, per bere non hai bisogno di due minuti e mezzo. Allo stadio va ancora bene perché c’è l’intrattenimento, a casa davanti alla tv con gli spot molto meno”. E qui la battuta che diventa titolo: “Però occhio eh? Per chi come me non è più giovanissimo vanno bene per andare in bagno: 45 minuti alla mia età sono un’eternità”. Un tema che a questi Mondiali fa discutere parecchio, da Van Dijk in poi, nel quadro della definitiva americanizzazione del calcio.

Ancelotti per il Brasile, il Real Madrid e il futuro

Sul Brasile di Carlo Ancelotti, Klopp non ha dubbi: “Benissimo. Se fossi stato brasiliano e mi avessero chiesto il nome dell’allenatore perfetto per la nazionale non avrei avuto dubbi: Carlo. Può gestire qualsiasi nazionale con il suo sopracciglio. Il Brasile per me ha un grande potenziale ma qualcuno lo deve tirar fuori, manca un po’ di disciplina tattica e non c’è una persona migliore per farlo migliorare. Carlo è incredibile, i brasiliani sono fortunati” — un endorsement a chi ha riportato la Seleção al Mondiale e ci resterà fino al 2030.

Ancelotti

Il Real Madrid è mai stato un’opzione? Klopp seppellisce la domanda con una grassa risata: “Ecco, ora rispondo a questa e tutto ciò che ho detto finora sparisce, cancellato. C’è Jose (Mourinho, ndr). Va bene così. Quindi no comment”. E sul ritorno in panchina — lui che si libererebbe dalla Red Bull solo per Brasile o Real — resta vago: “Mi alleno tutti i giorni, in palestra… Scherzi a parte, vedremo”.