L’Inter è tra Palestra e Nico Paz, il Milan spaccia il niente per modello Liverpool. Al Napoli “non manca nulla”
Milano è la capitale della narrazione roboante, con un bel po' di fuffa. Napoli della spoglia concretezza. È vero che il Napoli è forte e che Allegri è uno straordinario ottimizzatore di risorse, però una mossa antidepressiva non guasterebbe

Anche la fuffa aiuta
Sia pure solo a livello di narrazione, al momento i mondi Inter e Napoli appaiono piuttosto distanti. Potremmo anche dire sideralmente distanti. Più in generale, sarebbe corretto parlare di coefficiente Milano. Milano è diventata la città della narrazione, Napoli della spoglia concretezza. Lì tutto è amplificato. Basti guardare cosa è accaduto al Milan dove hanno trasformato una serie di porte in faccia nel modello Liverpool. In pratica non hanno preso nessuno, tranne l’allenatore Amorim, e sono passati alla rivalutazione delle forze interne. Sembra che chissà che cosa abbiano fatto. Se si fosse comportato così Lotito, sarebbe dovuto espatriare nella notte.

Lo scambio Bastoni-Nico Paz sarebbe circonvenzione di incapace
Tra Inter e Napoli non sappiamo se sia solo narrazione. In ogni caso atteniamoci al racconto dei due club. E il racconto vede l’Inter molto attiva sul mercato. Fin troppo, francamente. Il club nerazzurro è dato a un passo da Palestra il calciatore rivelazione dello scorso campionato (sì quello che Gattuso tenne in panchina nelle partite decisive, lo fece entrare nel secondo tempo contro la Bosnia). Peraltro lo acquisterebbe dall’Atalanta a una cifra monstre vicina ai 50 milioni di euro. Poi ci sarebbe Solet il difensore centrale dell’Udinese. Ma soprattutto Nico Paz. Ora francamente non capiamo come l’Inter possa sborsare tutti questi soldi, ieri anche Di Marzio ha provato a farlo capire. A meno che l’Inter non prepari un paio di cessioni di peso. Fatichiamo non poco a credere che il Real Madrid scambi Nico Paz per Bastoni, ci sarebbero gli estremi della truffa o quantomeno della circonvenzione di incapace. Quindi consideriamo che in tutte queste parole ci sia anche una discreta percentuale di fuffa, come nel caso di Bastoni al Barcellona. Però a volte pure la fuffa aiuta. Può essere antidepressiva.

Allegri è un eccellente ottimizzatore di risorse
Il Napoli invece è fermo alle parole rilasciate ieri alla Gazzetta da Aurelio De Laurentiis che in mezzo a tante dichiarazioni cinematografiche ci pare che un messaggio chiaro lo abbia lanciato.
“Al prossimo allenatore chiedo di avere una grande personalità, umiltà ed entusiasmo. Napoli è una società sana e forte, con una rosa alla quale non manca nulla e che se non avesse subito decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo scudetto fino alla fine”.
“Al Napoli non manca nulla”. Che ha tutto l’aspetto di essere una condanna per il povero Allegri ancora alle prese con la risoluzione del contratto dal Milan-Liverpool. De Laurentiis tutti i torti non li ha. Il Napoli è competitivo. In quella assurda conferenza d’addio, itigò con Conte sulla frase “se non avesse subito decine di infortuni avrebbe sicuramente lottato per lo scudetto fino alla fine”. Noi pensiamo che il presidente tutti i torti non li avesse e non li abbia. Però riteniamo anche che Allegri una iniezione di entusiasmo la meriti. È vero che è un ottimizzatore di risorse come pochi. Che non si lamenta mai. Che è un aziendalista: termine che un tempo lo avrebbe fatto finire nel registro degli indagati. De Laurentiis sa bene che Allegri è un fuoriclasse che è riuscito a tenere in corsa per lo scudetto una squadra dir poco modesta come il Milan della scorsa stagione. Tanto è vero che appena è venuto meno l’equilibrio, non hanno racimolato più un punto.

Un colpo solo
Tutto vero. Però dopo tanto dissipare tra Beukema, Lang, Lucca, Milinkovic Savic, almeno un colpo antidepressivo lo meriterebbe. Pur nella consapevolezza – che Allegri ha – della forza della rosa. Facendo le proporzioni: se ha tenuto al secondo posto quel Milan, con questo Napoli si potrebbe fantasticare sulla luna. L’entusiasmo, però, non va sottovalutato. De Laurentiis si inventi qualcosa. Il produttore cinematografico è lui. Un colpo. Un colpo solo. Come Robert De Niro nel Cacciatore.