Marotta non vuole Mancini in Nazionale e poiché senza Marottà col piffero Malagò veniva eletto alla Figc…
Gravina non vuole vederlo neanche col cannocchiale e il blocco di potere che ha eletto Malagò sempre quello è. Repubblica scrive che Conte dovrebbe ridursi lo stipendio e che la carta a sorpresa potrebbe essere Farioli

Napoli 23/03/2023 - qualificazioni Euro 2024 / Italia-Inghilterra / foto Image Sport nella foto: Roberto Mancini
Il blocco di potere del calcio italiano non è cambiato di una virgola
Chi sarà il prossimo commissario tecnico della Nazionale? Tutti davano per favorito Roberto Mancini. Poi, però, sono cominciate a fioccare un po’ di indiscrezioni. Le prime erano di questo tenore: alcuni club di Serie A non gradiscono il ritorno del Mancio dopo la fuga in Arabia. Ora sono più circostanziate: Marotta non vuole Mancini. E aggiungiamo un altro passaggio: neanche Gravina vuole il suo ritorno. E voi direte: che c’entra Gravina? Lui è il passato. E qui scoppia una bella risata. Vi abbiamo raccontato che Malagò è solo la faccia presentabile che il calcio ha dovuto accettare perché Gravina non lo volevano nemmeno i muri. Ma il mondo del calcio è un blocco di granito attorno a Gravina. Lo considera Terminator, una forza della natura, l’uomo che ha salvato il calcio italiano dal disastro. Più banalmente, l’uomo che democristianamente ha accontentato tutti. Anche gli avversari. Ieri gli ha tributato un’ovazione. Occhi lucidi in sala.

Conte deve ridursi lo stipendio, la carta a sorpresa è Farioli
Scrive Repubblica con Andrea Sereni:
Marotta, il regista dell’operazione che ha riportato la Lega a esprimere un presidente federale, nutre molte perplessità sul ritorno. Un parere pesante per Malagò, che ha avuto nel presidente dell’Inter un grande elettore.
E Marotta ha lavorato con e per Gravina. Il blocco di potere del calcio italiano è rimasto lo stesso di prima. Non è cambiato nulla, solo la copertina. Malagò non può prendere decisioni sgradite a Marotta e quindi a Gravina. E al momento Mancini è in stand-by. Si cercano altre soluzioni che però sono complesse. Conte deve ridursi, e di molto lo stipendio: si parte dai 9 milioni netti di Napoli. Repubblica scrive che “chi gli è vicino assicura che sarebbe disposto a un grosso taglio” e poi aggiunge: basterà?

Spunta persino Farioli che sarebbe il volto nuovo e giovane. Ma chi li paga i 15 milioni di clausola rescissoria al Porto? Ci sarebbe anche Pioli ma francamente nome più depressivo in giro non c’è. Malagò potrebbe far cuocere i suoi nella loro acqua e poi al momento opportuno dire: “ci ho provato ma purtroppo alternative a Mancini non ce ne sono, fidatevi di me”.