Beffa Ibra, rischia di restare fuori dai giochi: ha orchestrato l’esonero di Allegri, ora l’angolo è il suo

La chiama "rivoluzione di Pirro" Nicolò Schira sul CorSera. A quindici giorni dal ribaltone in casa Milan, il "mandante" Zlatan Ibra rischia di restare fuori dai giochi

Beffa Ibra, rischia di restare fuori dai giochi: ha orchestrato l’esonero di Allegri, ora l’angolo è il suo

Db Riad (Arabia Saudita) 06/01/2025 - finale Supercoppa Italiana / Inter-Milan / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Zlatan Ibrahimovic

C’è una nemesi quasi perfetta nel pezzo di Nicolò Schira sul Corriere della Sera. La chiama “la rivoluzione di Pirro”: a quindici giorni dal ribaltone in casa Milan, il “mandante” rischia di restare fuori dai giochi. Ogni riferimento, scrive Schira, “non puramente casuale va a Zlatan Ibrahimovic”, l’uomo che “nelle scorse settimane aveva orchestrato la cacciata di Giorgio Furlani, Igli Tare e Geoffrey Moncada per prendersi la scena e i relativi poteri decisionali nell’area tecnica“. E che sull’esonero di Allegri ha messo, dice il Corriere, “soprattutto la firma di King Zlatan”. Il fuori-tutto rossonero che ha risparmiato solo lui lo avevamo raccontato qui.

Ibra fuori dai giochi: il mandante dell’esonero di Allegri ora all’angolo

Il problema, per Ibra, è che “un re che però rischia di restare a breve nudo e soprattutto senza corona”. Gerry Cardinale e il Ceo pro tempore Massimo Calvelli, scrive Schira, “si stanno orientando con decisione su Oliver Glasner per la panchina. Una mossa che non prevede la paternità di Ibra”. Lo svedese, infatti, spingeva su un altro nome: “Non è un mistero che lo svedese sia maggiormente propenso a puntare su Mauricio Pochettino per la panchina del Diavolo”. Ma le quotazioni dell’attuale c.t. degli Stati Uniti “sono in ribasso” rispetto a quelle dell’austriaco, capace di vincere l’Europa League con l’Eintracht e la Conference col Crystal Palace.

La partita sull’allenatore, insomma, Ibra la sta perdendo. E non è un dettaglio per chi aveva scommesso tutto il proprio peso politico proprio sul potere di scegliere il tecnico. Che il problema fosse il mestiere — e non il personaggio — lo avevamo già scritto.

L’incognita Rangnick: se arriva lui, pieni poteri

C’è poi lo scenario che chiuderebbe il cerchio. “Et voilà”, scrive Schira: “Zlatan è già all’angolo e potrebbe finire ulteriormente ai margini, qualora il Milan dovesse prendere Ralf Rangnick come direttore tecnico. Quest’ultimo, infatti, ha chiesto pieni poteri”. Tradotto: se arriva il tedesco, l’area tecnica che Ibra ha appena conquistato passa di mano. “Se così fosse, Ibra a neanche due settimane dall’azzeramento della dirigenza milanista si ritroverebbe di fatto fuori dai giochi che contano in casa rossonera. A dir poco una beffa per l’ex attaccante”.

Non a caso, lo scontro sui poteri è già in corso: i faccia a faccia accesi tra Ibrahimovic e Cardinale li ha raccontati il Napolista in questi giorni.

La beffa: chi semina esoneri raccoglie margini

Glasner resta “sempre più lanciato nella corsa alla panchina del Milan”, ma Schira non esclude “clamorosi colpi di coda“, con Pochettino e Arbeloa “sullo sfondo speranzosi“. Comunque vada, il quadro è quello di un uomo che ha smontato una dirigenza intera per prendersi tutto, e rischia di ritrovarsi con niente in mano.

È la legge del contrappasso applicata a Casa Milan: chi semina esoneri, a volte, raccoglie margini. Ibra ha fatto fuori chi parlava la sua stessa lingua — quella del campo — per restare l’unico padrone dell’area tecnica. A quindici giorni di distanza, l’unico nome davvero in bilico è il suo.