Pedullà ha detto che Rizzetta manco più la Reggina si prende

L’uomo che vorrebbe acquistare il Napoli (con altri investitori). Il giornalista informa che c'è stato un incontro tra il club e la cordata guidata da Lotito: "La trattativa avanza"

Pedullà ha detto che Rizzetta manco più la Reggina si prende

Matt Rizzetta presidente Napoli Basket

Che la trattativa fosse entrata in una fase di stallo ce lo aveva raccontato lo stesso Pedullà nei giorni scorsi: Rizzetta era furioso con l’attuale proprietà della Reggina perché quest’ultima, nella figura di Antonio Ballarino, voleva un pagamento anticipato e non c’era accordo sulle modalità di pagamento.

Ora, sempre secondo quanto riportato dal giornalista, la trattativa con Rizzetta sarebbe in procinto di collassare. Al suo posto avanza Lotito.

Rizzetta-Reggina non s’ha da fare. Avanza Lotito

Lotito

Riporta Pedullà:

Esclusiva: cessione Reggina, frenata con Rizzetta. Incontro romano tra il club e la cordata rappresentata da Claudio Lotito.  
E ancora:
La Reggina al gruppo di Lotito: la trattativa avanza

Rizzetta e il flirt col Napoli

Napoli Basketball

Ricordiamo che il già presidente del Napoli Basket stava flirtando con De Laurentiis per l’acquisto del Napoli. A Bloomberg:

“Abbiamo iniziato a lavorarci circa sei mesi, conoscendo meglio la famiglia De Laurentiis, verso cui provo grande rispetto. Aurelio De Laurentiis ha acquistato il club dopo il fallimento, oltre vent’anni fa, trasformandolo in uno dei trenta brand calcistici più importanti al mondo e in una presenza stabile in Champions League. Mi sono avvicinato a lui senza alcun interesse immediato personale. Gli ho semplicemente detto che, se ci fosse stata un’opportunità di collaborazione, noi avevamo il basket e lui il calcio. Da lì le conversazioni si sono evolute diventando più strutturate. Non posso aggiungere molto altro, ma vedremo cosa accadrà.

Il Napoli non era ufficialmente in vendita: il vostro approccio era una partnership o è nata dopo l’idea di acquisizione?

Il tema centrale delle nostre discussioni è sempre stato quello della legacy. Sono un imprenditore che investe nello sport per passione. Oggi esiste UGP, esiste una struttura di private equity, ma non sono un gestore che vive guardando solo numeri ed exit strategy. Sono entrato in questo mondo perché mi appassiona e perché conta ciò che si lascia nel tempo. Le conversazioni con la famiglia De Laurentiis sono partite proprio da questo concetto. I numeri sarebbero venuti dopo.

Quando guidi un club, come ho visto con Campobasso e Napoli Basket, ci metti cuore e anima: è un impegno totale. Per questo capisco bene l’importanza dell’eredità. Gran parte del dialogo iniziale riguardava proprio come costruire il futuro di un club preso dal fallimento e portato dove si trova oggi. Non si tratta semplicemente di venderlo a un fondo che pensa alla rivendita dopo qualche anno. De Laurentiis ha una responsabilità verso i milioni di tifosi nel mondo. Se un giorno il club dovesse cambiare proprietà, dovrebbe andare alla persona giusta. Per questo ho sentito la responsabilità di dimostrare di poter guidare il progetto nel futuro, unendo tradizione, innovazione e visione internazionale.