Beckham, il re degli hydration break: 25 milioni grazie alla pubblicità del Mondiale
Le pause obbligatorie delle 104 partite si sono trasformate in una miniera di spot da oltre un miliardo: e l'ex inglese, volto di una dozzina di marchi, è tra chi ci guadagna di più. Lo scrive il Daily Mail.

Db Miami (Stati Uniti) 14/06/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Al Ahly-Internacional Miami / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: David Beckham
L’hydration break sta facendo felice soprattutto uno: David Beckham. Le pause per l’idratazione introdotte a questo Mondiale — tre minuti obbligatori, in tutte le 104 partite, a prescindere dal meteo — sono diventate un fiume di spot pubblicitari, e l’ex calciatore inglese, 51 anni e ormai imprenditore-testimonial a tempo pieno, è il volto di tanti dei marchi protagonisti di quelle campagne. Secondo un’analisi del Daily Mail, avrebbe già incassato circa 25 milioni di euro.
Beckham e l’hydration break: 25 milioni di spot
Non è un caso isolato, ma il simbolo perfetto di un meccanismo. Le pause-idratazione, infatti, hanno creato uno spazio pubblicitario prezioso proprio dentro la partita, finora impossibile nel calcio. E Beckham, che presta la faccia a una dozzina di brand (da Adidas a Pepsi, da McDonald’s a Stella Artois), si ritrova moltiplicato su ogni schermo a ogni interruzione. Del resto nessuno nel calcio fattura come lui grazie alla pubblicità: una vera “grande industria” ambulante.
Le pause-idratazione, la pubblicità che il calcio non aveva
Il fenomeno è enorme e va oltre il singolo testimonial. Secondo le stime, l’inventario pubblicitario degli hydration break vale complessivamente oltre un miliardo di dollari, con la sola Fox che potrebbe ripagarsi quasi per intero i diritti del torneo grazie a quegli spot. È la definitiva americanizzazione del calcio, trasformato in un prodotto televisivo modellato come l’NFL o l’NBA. Lo stesso Mondiale in cui la FIFA ha venduto agli sponsor perfino le ascelle dei guardalinee.

Più presente da pensionato che da calciatore
C’è qualcosa di paradossale, e perfino comico, in tutto questo: Beckham è più presente a questo Mondiale di quanto lo fosse in quelli che ha giocato davvero. Da calciatore raccoglieva applausi e calci di punizione; da icona globale raccoglie milioni, semplicemente comparendo nelle pause. È il segno dei tempi: nel calcio di oggi, a volte, si guadagna più da fermi che in campo. E le pause per “l’idratazione dei giocatori”, a conti fatti, idratano soprattutto i conti correnti.