Politano: “Forse il quarto scudetto è stato più bello perché più sofferto”

A Radio CRC: "Mi sento un esterno d'attacco ma sono pronto a fare tutto per la squadra. I sei gol presi in Champions sono stati una bella bastonata. Faccio fatica a parlare di Nazionale, è stata una brutta botta".

Politano: “Forse il quarto scudetto è stato più bello perché più sofferto”

Dc Napoli 06/04/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Milan / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: esultanza gol Matteo Politano

Ai microfoni di Radio CRC oggi c’è Matteo Politano, mentre il Napoli si prepara a chiudere il campionato contro l’Udinese.

Ecco le sue parole:

L’Udinese è una squadra molto difficile, perché, come hai detto tu, è una squadra molto fisica; comunque hanno giocatori sia potenti che alti. Tutti sui 2,80, lì in mezzo non potrei mai giocare io. E quindi, no, dovremo prepararla bene la partita. Infatti ci stiamo preparando da giorni, domani andremo anche in ritiro per prepararci comunque al meglio per questa partita, perché comunque è bene chiudere, soprattutto davanti al nostro pubblico, con una vittoria, visto che nelle ultime due in casa purtroppo abbiamo fatto zero punti; a parte la Cremonese, col Bologna e la Lazio abbiamo perso, quindi ci teniamo comunque ad arrivare secondi e a far felici i tifosi napoletani che saranno presentissimi allo stadio.”

L’intervista di Matteo Politano

Ci racconti la forza di questo gruppo, che anche nei momenti complicati non si è mai disunito?

“Come hai detto tu, è stata in primis una stagione lunga con tanti impegni e soprattutto con tanti infortuni, però quello che abbiamo costruito in questi due anni si è visto nella grigliata di ieri, come hai detto tu, ma si è rivisto per tutto l’anno, perché comunque abbiamo affrontato dei momenti davvero difficili in cui facevamo fatica anche ad arrivare a 11 giocatori, eppure abbiamo sempre cercato di dare il massimo; poi non abbiamo raggiunto i nostri obiettivi che comunque ci eravamo prefissati a inizio stagione, però questo fa parte di un anno, fa parte di un percorso che purtroppo bisogna accettare.”

È stato più emozionante il terzo o il quarto scudetto?

“Una bella sfida. Spesso ne parlo anche a casa con mia moglie e con i miei amici su quale emozione sia stata più bella. Allora, a livello personale ti dico che l’anno scorso forse è stato un pizzico più bello perché è stato più sofferto, è stata un’ansia continua per tutto il campionato fino all’ultima giornata, mentre il terzo scudetto comunque è stato un percorso straordinario in cui, fortunatamente, avevamo raggiunto l’obiettivo con qualche giornata di anticipo. È naturale che siano belle tutte e due, è come scegliere fra papà e mamma, dai, mettiamola così.”

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Oggi ti senti più un quinto di centrocampo o un esterno d’attacco?

“Bella domanda. Diciamo che io mi metto a disposizione di quello che richiede il mister e capisco anche che adesso il calcio si è molto evoluto.”

Qua però hai dribblato bene la risposta.

“Qua ho dribblato proprio bene. Sono bravo anche in quello. E comunque il calcio si è evoluto, adesso comunque qualsiasi ruolo implica tanta corsa e tanta intelligenza tattica, perché comunque è un calcio che va forte, va veloce; poi è normale, se mi chiedi il mio ruolo preferito, l’ho fatto per gran parte della carriera, quindi è normale che preferisca giocare come esterno d’attacco, però giochiamo con questo 3-4-3 o 3-5-2 a volte, quindi ci adattiamo.”

Che stagione sta andando in archivio per Politano?

“Comunque una bella stagione, nel senso che comunque, per quanto mi riguarda, sono cresciuto sotto tanti punti di vista, anche se ormai non sono più un giovanotto; però sto cercando comunque di mettere ancora cose dentro al mio repertorio, perché comunque spero di affrontare qualche altro anno a grandi livelli, quindi giorno per giorno cerco sempre di mettere dentro qualcosa.”

Quali sono state le peggiori bastonate di quest’anno?

“Sicuramente i sei gol presi in Champions. Quella è stata una bella bastonata che ci ha dato un po’ anche una svegliata, perché comunque era un po’ un periodo così e così e quello sicuramente ci ha rimesso un po’ in riga, però è stata a livello mentale una bella batosta, così come è stata… Cioè, comunque, ci sono anche ragazzi giovani da noi che comunque erano arrivati da poco e che noi abbiamo accolto al meglio, però anche per loro l’esperienza in Champions è così: in Champions se non sei pronto al 100%, se non stai bene a livello tattico, fisico e mentale, ti mangiano in testa.”

Quali sono le vittorie di questa stagione che ricordi con più piacere? Quella col Milan in cui hai segnato?

“Quella sicuramente al primo posto, visti i miei pochissimi gol. Ma ce ne sono tante, comunque, quando vinci gli scontri diretti sono già partite che ricordi con tanta felicità; comunque, anche come hai detto, la vittoria col Milan, con la Roma.”

Parliamo di Antonio Vergara: che margini di miglioramento gli vedi, che consigli gli dai e qual è la sua posizione migliore?

“Antonio in primis è un ragazzo eccezionale, un ragazzo che è arrivato, cioè, è tornato quest’anno da noi, si è messo a disposizione, un ragazzo che ha tantissima voglia e, se si può dire, una bella cazzimma. Quindi, un ragazzo che ha veramente impressionato davvero tanto, perché ha tantissimo margine di miglioramento; è un giocatore che può ricoprire più ruoli, può fare l’esterno, la seconda punta, la mezzala, poi deciderà comunque lui, insieme al mister, quale posizione sia migliore per lui.

Quello che consiglio sempre a lui è di tapparsi le orecchie, di cercare di pensare a se stesso e alla squadra e di andare sempre nella direzione giusta; non deve stare a sentire né gli elogi né le critiche che, comunque, ci saranno sempre, soprattutto quando sei un ragazzo di 25 anni e, soprattutto, in una piazza importante come quella di Napoli e come altre piazze. Quindi deve giocare sereno, come ha fatto quando è stato chiamato in causa, e poi il futuro è tutto dalla sua parte, certo.”

Vergara Italia

Raccontaci del tuo rapporto con Spinazzola e quali interessi coltivate fuori dal campo.

“Io e Spina siamo amici da una vita, condividevamo in camera la nazionale under 15, 16 e via dicendo. Poi abbiamo avuto per tanti anni lo stesso procuratore, quindi eravamo legati anche da quello e poi siamo legati da un’amicizia bellissima che poi in questi due anni è aumentata sempre di più. No, ma io e Leo stiamo spesso, se non dico sempre, insieme oltre al calcio, vabbè.”

Oltre a Spinazzola, con chi hai legato di più?

Anche Giovanni Di Lorenzo, Juan Jesus. Abbiamo un buon rapporto, cerchiamo ogni tanto comunque di vederci tutti insieme se ci compaiono impegni, perché comunque avendo tutti famiglia e figli non è non è semplice.”

Quanto ha pesato l’assenza per infortunio di Kevin De Bruyne e come si è integrato con voi?

“Guarda, Kevin dal primo giorno che è arrivato si è integrato benissimo; è un ragazzo eccezionale, abbastanza timido, che però poi, col passare del tempo, ha iniziato ad aprirsi, finché, purtroppo, non l’abbiamo perso per 4 mesi. Quindi anche per noi è stata una perdita importante, perché comunque è un giocatore di altissimo livello e di altissima esperienza, che poteva portare sicuramente tanto al Napoli quest’anno; invece, purtroppo, ce lo siamo goduti poco, quindi è un dispiacere, perché, comunque, quando arriva un campione del genere, averlo a disposizione è tanta roba. Lo vediamo anche con Modrić al Milan, che comunque ha dato tantissimo, quindi quando arrivano dei campioni del genere in una squadra fa sempre solo piacere.”

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Parlando di Nazionale: cosa non ha funzionato e cosa bisogna fare per riavvicinarci alle grandi potenze europee?

“Guarda, di Nazionale faccio anche fatica a parlare, è stata una botta importante, una botta brutta, anche perché per noi ultratrentenni era l’ultima occasione; quindi c’è stato tantissimo rammarico, c’è stato tantissimo rammarico per il mister, a cui sono legato particolarmente e a cui voglio un sacco di bene, quindi mi è dispiaciuto tantissimo per lui, mi è dispiaciuto per i ragazzi, per tutti quanti.

Ma guarda, io penso che per far ripartire il calcio italiano bisognerebbe ripartire proprio dalle basi, ripartire soprattutto dal settore giovanile, dove anche adesso, in questo momento, vedo pochi italiani nei settori giovanili dei top club; quindi, sicuramente, bisognerebbe ripartire da là, perché poi, se non creiamo dei ragazzi fin da giovani, è difficile trovarli a 25 anni che possano giocare in Serie A e ci lamentiamo.”

Costiera a parte, qual è la zona di Napoli che ti piace di più?

“Io adoro Costiera tanto. Togli Napoli e napoletani. Sì, sì, no, ma noi usciamo spesso. No, vabbè, a parte la costiera, ma a me Napoli piace tutta, comunque mi piace passeggiare comunque via Duemila, lungomare, diciamo che ci facciamo trovare spesso in giro, a noi fa piacere comunque condividere con i tifosi le nostre giornate, poi come ho detto, non mi piace stare chiuso dentro casa, quindi appena posso cerco comunque di godermi una città bella come Napoli.”

Un ascoltatore scherza: non hai scoperto troppo tardi la tua vocazione difensiva? Avresti dovuto fare l’attaccante.

“Non lo so, è una bella domanda, però dai. Ci accontentiamo comunque del mio percorso calcistico.”

Qual è la tua pizza preferita?

“La margherita. Classica.”

Classica? Mi aspettavo almeno salsiccia e friarielli!

“Non vado pazzo tanto per verdure”.

Dicci la verità: nello spogliatoio del Napoli, chi spara la musica a palla e cosa si ascolta?

“Ce ne sono diversi, dipende da chi si connette col telefono alla cassa… Se si connettono Spina o Pasquale si va più sul neomelodico. A Spina piace parecchio, perché andando a convitto a Empoli aveva in camera due o tre napoletani doc e quindi fin da piccolo ha sempre ascoltato questo genere.”

Napoli Spinazzola

A Spinazzola piacciono neomelodico e reggaeton. A te invece?

“Io ascolto un po’ di tutto.”

Quindi musica popolare italiana?

“Sì, sì, italiana, sì, sono più da musica italiana.”

Ci mettiamo anche Gigi D’Alessio?

“Gigi, sì, Gigi e tanti altri napoletani. È un grande classico. Davvero, un grande classico.”

Cosa ti senti di dire ai tifosi napoletani, che vi sono sempre stati vicini quest’anno?

“Come ho sempre detto, vanno in primis ringraziati per quello che hanno fatto quest’anno, ma in generale da sempre. Io ormai sono qui da quasi 7 anni e loro ci sono sempre stati.”

Ovviamente ti chiedono tutti di restare a Napoli.

“Speriamo, speriamo. Ho ancora altri due anni di contratto, quindi…”

Devi solo promettere a Carlo che segni domenica per il suo Fantacalcio.

“Va bene, ce la metteremo tutta. Ce la metteremo tutta.”