Quando è successo che Sarri s’è trasformato in Klopp? Che ci siamo persi?
Com'è che, dopo una stagione anonima della Lazio, tutti lo vogliono e tutti lo cercano? Ma allora Runjaić merita il Real Madrid. O forse è un risarcimento per aver sopportato Lotito

Db Milano 06/10/2019 - campionato di calcio serie A / Inter-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Conte-Maurizio Sarri
L’ultima volta che abbiamo controllato, la Lazio era nona in campionato. Un punto sopra l’Udinese, due sul Sassuolo. Ma dall’ultima volta che abbiamo controllato le azioni del brand Maurizio Sarri hanno avuto un’ulteriore impennata, il classico borsino delle panchine di Serie A sembra il Brent barzotto per le chiusure dello Stretto di Hormuz. Sarri è ormai un tecnico-rifugio: un lingotto d’allenatore.
Come è successo? In quale crepa del continuum spazio-tempo la anonima stagione della Lazio s’è trasformata in tale trampolino di lancio per la sua guida? Avete presente quando la DeLorean volante di Doc Brown e Marty McFly atterra nella dimensione distopica di Hill Valley? Ecco, questo fenomeno surreale sembra il Ritorno al futuro 2 di Sarri.
Le ipotesi al vaglio
Gli inquirenti – cioè noi, ma col cappello dell’Ispettore Gadget – hanno al vaglio alcune ipotesi:
1) La Lazio s’è qualificata per la prossima Champions a nostra insaputa perché il sistemone della Serie A (quello che fa i calendari furbi) ha sbagliato i calcoli;
2) La Lazio è impegnata in un campionato parallelo che si gioca in notturna nelle piazze illuminate dai fari della auto, visibile solo col passaparola. E lì fa sfracelli: Sarri ha rispolverato gli schemi della Grande Bellezza napoletana e ha vinto il campionato chiudendo a 91 punti.
3) La società – intesa come comunità tutta – vuole risarcire l’uomo Maurizio per il sacrificio d’aver sopportato Lotito. L’Atalanta e il Napoli hanno deciso di mettergli a disposizione le proprie squadre come forma di indennizzo morale.

E allora Runjaić?
Burlonate a parte, è singolare questa montata d’appeal in autoalimentazione costante. È probabilmente dovuta all’incastro fortuito di più componenti immateriali. All’Atalanta s’è installato Giuntoli, che lo stima tanto da preferirlo alla nouvelle vague di Palladino. Per il Napoli sarebbe una pratica sopponta per riparare l’addio di Conte a costi accessibili e con un’operazione nostalgia gradita alla piazza. Peraltro negli ultimi mesi Sarri ha dato prova di saper normalizzare le sue convinzioni tattiche in funzione delle scarse risorse a disposizione: una capacità di umile adattamento apprezzabile. Centrifugando tutto, ecco la riesumazione di un fascino che pareva sfiorito.
È la magia immarcabile del mercato, una prestidigitazione. Ma questa favola andatela a raccontare a Runjaić: magari lo chiama il Real Madrid, a Runjaić.