Conte, i calciatori non condividevano i metodi di allenamento
Il Corsera: i giocatori lo amano e lo odiano, hanno tirato sempre la carretta. Conte ha avvertito troppi bisbigli dell'ambiente su di lui

Napoli's Italian Head coach Antonio Conte looks on during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and US Cremonese at the Diego Armando Maradona Stadium on April 24, 2026. (Photo by CARLO HERMANN / AFP)
È la settimana dell’addio. Ieri Antonio Conte ha salutato formalmente il sindaco di Napoli Gaetano Manfredi. Oggi annuncerà la sua partenza ai calciatori che ovviamente sanno già tutto. Del rapporto con i giocatori si è molto parlato, anche per la trasmissione di Fabrizio Corona che sarà portato in tribunale da Meret. Fatto sta che i calciatori hanno sempre dato tutto, altrimenti il Napoli non avrebbe vinto uno scudetto e non sarebbe secondo in classifica.
Scrive Monica Scozzafava per il Corriere della Sera:
“I giocatori lo amano e lo odiano, ed è una sindrome anche comune verso chi fa della disciplina la regola di vita. Ma hanno tirato la carretta nonostante non condividessero certi metodi di allenamento così forti”.

Conte ha sentito troppi bisbigli su di lui
Il Corsera aggiunge che Conte è uscito logorato dall’esperienza napoletana, consapevole di aver riportato la squadra ai vertici e pronta a competere anche negli anni futuri.
Il rapporto con l’ambiente è stato in chiaroscuro:
“Attorno a sé non ha sentito compattezza, ha dovuto tirar dritto come un treno mentre i bisbigli della piazza erano insistenti: sul suo modo di mettere la squadra in campo, sul gioco non spettacolare, sugli spifferi di malumori all’interno dello spogliatoio, sulle responsabilità dei troppi infortuni. E sugli screzi con le aree (medica in primis) all’interno del club”.