Champions e secondo posto sono il minimo per il Real Madrid, non certo per questo Napoli
Vittoria a Pisa 3-0. De Laurentiis non perda uno come Conte: uno che non si accontenta mai, uno che non si adegua al contesto napoletano. Non dimentichiamo il mercato fallimentare e gli infortuni

Mp Pisa 17/05/2026 - campionato di calcio Serie A / Pisa-Napoli / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: esultanza gol Amir Rrahmani
Il Napoli vince in agilità a Pisa: 3-0. È aritmeticamente in Champions League e basterà un pareggio con l’Udinese per arrivare secondo. Le partite diventano facili solo dopo averle giocate. Prima, bisogna giocarle e vincerle. E non è un caso che a segnare il gol più importante – il primo – sia stato Scott McTominay il leader indiscusso del Napoli. Colpo di biliardo sul secondo palo su assist di Hojlund. I gol più importanti li segna sempre lui (meriterebbe una statuta, un murales non basta). Lo scorso anno li segnava anche Lukaku ma quest’anno il belga non l’abbiamo praticamente mai visto (purtroppo). Poi, raddoppio di Rrahmani altro senatore di questa squadra. Nel finale, terza rete firmata da Hojlund che ha rotto il digiuno.
Finalmente Meret, De Bruyne a Napoli ha reso meno di Edmundo
Napoli-Pisa ci ha detto anche altre cose. Finalmente Conte è tornato sui suoi passi e ha fatto giocare Meret e non Milinkovic Savic. A nostro avviso era già incomprensibile averli messi in competizione, figurarsi preferire il serbo. Meret è stato decisivo a Pisa con due parate sul 2-0: la prima su Stojikovic solo in area grazie a un clamoroso buco di Buongiorno.
Il secondo dato riguarda De Bruyne. Conte lo ha lasciato in panchina, lo ha inserito solo al 60esimo. Al suo posto ha schierato Elmas autore della solita generosa prestazione. Nella partita più importante, Conte ha deciso di non affidarsi al belga. Una decisione che ci pare una sentenza. Nessuno discute il calciatore che è stato. Per il suo rendimento a Napoli, non siamo nemmeno al livello di Edmundo. Possiamo affiancarlo alle tantissime operazioni di mercato sbagliate la scorsa estate dal club. Poi se siano stato scelte di Manna, di Conte, condivise, quanto condivise, non lo sappiamo. Possiamo però affermare che è stata una campagna acquisti disastrosa. Disastrosa in sé, non parliamo poi dal punto di vista qualità-prezzo. Nel nostro piccolo, ci permettiamo di discutere anche Hojlund che certamente ha offerto il suo rendimento ma siamo lontani dal rendimento di un centravanti di una squadra che ha le ambizioni del Napoli. È giovane, può crescere, vedremo.

I non pochi detrattori di Antonio Conte
Alla luce del disastro di mercato, vale la pena fare una riflessione. Davvero il secondo posto e la qualificazione Champions sono il minimo per questo Napoli? Così sentiamo in giro dai non pochi detrattori di Antonio Conte che lo scorso anno ha vinto lo scudetto col Napoli più scarso tra i quattro che hanno vinto. L’operazione, quest’anno, era rinforzare la panchina. Obiettivo fallito se pensiamo a Lang, Lucca, lo stesso Beukema ha offerto un rendimento basso, Gutierrez diciamo senza infamia e senza lode. Su De Bruyne non torniamo. Per fortuna Neres (acquisto del primo anno) ha giocato alla Neres un paio di mesi. E a gennaio è stato acquistato Alisson Santos: lui ottimo colpo, Giovane invece in linea con i colpi estivi. Va ricordata anche la meteora Vergara.
Alla luce di tutto questo, e ricordando i mille infortuni patiti, davvero la qualificazione Champions e il secondo posto possiamo considerarli il minimo garantito? Noi abbiamo seri dubbi visto che parliamo del Napoli e non del Real Madrid. Ci rifletta De Laurentiis. Conte ha certamente i suoi difetti, come tutti, ma è un gatto che acchiappa il topo. Che cerca e trova mille soluzioni tattiche. Che non si piange addosso (anche se questo potrà sembrare paradossale vista la sua nomea). E che spinge sempre per migliorarsi e migliorare il suo ambiente di lavoro. Serve come il pane uno come Antonio Conte, uno che non si accontenta mai e che sembra immerso in un altro ambiente. Vedremo che cos’accadrà.