Non rinuncerei mai a Conte per il bel gioco, non sarò felice di giocare bene e perdere
Lo trovino uno capace di fare meglio di Conte. Spero proprio di non dover abituarmi a tecnici che vincono 3-0 e poi la successiva la perdono 4-0.

Db Riyadh 22/12/2025 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Bologna / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Antonio Conte
Caro Corrado, ho letto la tua lettera che avrei potuto scrivere anche io dato che le tesi in essa contenuta me le hai esposte decine di volte nel mio studio a Monte Sant’Angelo o alla macchinetta di quel terribile caffè. Premetto che io non ti considero un tifosotto ma semplicemente un tifosetto, soltanto per motivi di statura. Per altro uomo di grande intelligenza, simpatia ed umanità. Ma il più astratto e teorico dei fisici sperimentali (ossimoro). E possiedi le caratteristiche degli uomini di bassa statura (i tifosetti per l’appunto): testardaggine e combattività.
Voglio esaminare punto su punto le tue affermazioni e lagnanze.
Nei concorsi universitari contano solo i curricula
A) Tu sai bene che nei concorsi universitari si confrontano soltanto i curricula. E sulla base di essi Conte è di gran lunga il migliore. Almeno su questo uno scienziato rigoroso come te sarà d’accordo.
B) “Conte non deve andare via, perché aveva un impegno col Presidente e con la Città (peraltro, molto ben remunerato): quello di portarci in alto in maniera stabile e duratura. Ma, a quanto pare (a detta vostra, per lo meno) senza di lui non siamo più niente e chiunque venga a sostituirlo non potrà evitare il ritorno alla mediocrità.”
La verità caro Corrado è che Conte da un lato si è logorato in un anno di stress mostruoso sentendo per di più intorno a lui la poca fiducia del gruppo dirigente e in particolare di un ragazzetto promosso a rango di grande saggio. E che a me appare soltanto un dissipatore di risorse. E la cosa amareggia e fa sorridere un uomo del livello di Conte. Se gioco male e a tifosotti e tifosetti non basta che vinca (a parte la Champions disastrosa ma tutte le italiane hanno fatto appena un filo di più ) vado via. Ne trovino un altro capace di ottenere (leggi vincere) di più e giocare meglio. Ed è andato via , fino ad oggi, con grandissima classe, senza pensare a quanti soldi ha rinunciato.
C) “Ci lascia con un organico di 32-enni, stanchi, debilitati e senza più motivazioni, perché ha avallato acquisti che non garantiscono una successione adeguata, perché non abbiamo uno straccio di schema di gioco per minacciare squadre come il Parma e perché non abbiamo neanche più una difesa solida”.

Conte ha dovuto mettere toppe a buchi enormi
I trentaduenni e più o li ha trovati o non li ha scelti a parte Lukaku che ci fece vincere il primo scudetto con Conte. Li hanno scelti i cervelloni che per esempio hanno preso De Bruyne e che non hanno saputo valutare i deficit caratteriali di nuovi vecchi acquisti effettuando anche un controllo sul fatto che essi facessero meno vite d’atleti. Era Moggi, e non Bianchi o Bigon, a sucutare Maradona e i suoi compagni di scorribande notturne. Per gli schemi il Napoli ne ha dovuti implementare sin troppi per mettere toppe a buchi enormi.
D) “E non è questione di non tollerare le vittorie su misura: l’anno scorso ne abbiamo vinte tante così e andava benissimo, non solo perché non ci si aspettava che dominassimo per l’intero campionato, ma perché in tantissime occasioni e giocando anche contro squadre di forza confrontabile alla nostra, si andava in vantaggio, dopodiché gli avversari non avevano più modo di avvicinarsi alla nostra porta!” Su questo concordo al 100%
E) “E sì, gli infortuni (bisognerà poi capire chi ne è il responsabile!), e sì, il 2° posto, e sì, la Supercoppa, ma per me 65-enne il calcio è ancora un…, anzi, IL GIOCO, con cui ci si deve divertire praticandolo e guardandolo! Ma, onestamente, c’è una partita di quest’anno che, a metà luglio, in crisi di astinenza da calcio di club, riguardereste in tv?”
Per quanto riguarda gli infortuni ti ho sentito augurarti il ritorno di Sarri che di infortuni ne ha avuto 52 di cui una ventina muscolari a fronte di 41 del Napoli. Per non parlare del Milan e della Juve. Allenatori che lavorano da più di vent’anni e non hanno mai avuto di simili problemi sono difficili da mettere sotto accusa.

Antonio Conte, coach of Napoli, and Giovanni Manna look on during a training session on Day 5 of the preseason camp of SSC Napoli in Dimaro Folgarida, Trento, Italy, on July 21, 2025. (Photo by Ciro De Luca/NurPhoto) (Photo by Ciro De Luca / NurPhoto via AFP)
Quando un allenatore avverte un clima di sfiducia attorno a sé; se ne va
F) La campagna acquisti non è stata soddisfacente ma sappiamo bene che non è condotta dall’allenatore in solitudine e in più il direttore sportivo avrebbe l’obbligo di procurarsi le informazioni giuste sugli aspetti caratteriali dei calciatori in arrivo. Oltre ad evitare di pagarli molto di più del loro valore.
G) “Penso che dovrebbe rimanere; perché il suo lavoro non l’ha finito. Dovrebbe rimanere, accettare la sfida di far crescere dei giovani, basarsi sullo scouting (che è la dimensione della Ssc Napoli), creare i presupporti per una crescita societaria, così come accadde con Benitez.”
E torniamo a bomba. Se un allenatore del suo valore, oltre a raggiungere la soglia del logoramento, dato il modo ossessivo col quale affronta gli impegni e che probabilmente gli rende impossibile di farlo con uguale risultato due volte alla settimana, avverte la sfiducia dell’ambiente con i dirigenti che in giro per cene e cenette lo criticano apertamente contribuendo a destabilizzare l’ambiente, secondo me è costretto ad andar via. Anche se ci sarà un danno irreparabile. Può darsi che ci dovremmo abituare a tecnici che vincono una partita tre a zero, salvo perdere la successiva quattro a zero. Se i tifosotti e i tifosotti sono più felici così, io non lo sarò affatto.

H) Che non siamo mica in Corea del Nord (e nemmeno in Russia o in Iran) lo conferma il fatto (unico in verità) che il tuo attacco frontale al più bel sito di calcio esistente in Italia e al miglior prodotto del giornalismo sportivo degli ultimi trent’anni, è stato pubblicato integralmente.
I) “No, non mi avrete. Il calcio per me DEVE essere un divertimento da praticare e da guardare. Uno solo vince. Gli altri dovrebbero però almeno GIOCARE.” Concordo. Purché sia io a vincere e gli altri a giocare.
Caro Corrado altro ce lo diremo vis a vis in dipartimento sorseggiando quella ciofeca che tu chiami caffè.