Per il New York Times Guardiola ora può fare qualsiasi cosa, persino prendersi il Napoli o l’Italia

Ufficiale l'addio al City: farà l'ambasciatore globale del City Group. Ma le altre "suggestione" restano ancora in piedi

Per il New York Times Guardiola ora può fare qualsiasi cosa, persino prendersi il Napoli o l’Italia

Orlando 01/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Manchester City-Al Hilal / foto Imago/Image Sport nella foto: Josep Guardiola ONLY ITALY

Che sarà, che sarà, che sarà. Che sarà della sua vita chi lo sa. Il destino di Guardiola libero dal City è un grosso interrogativo che affascina il calcio mondiale: perché Guardiola potrebbe fare un sacco di cose adesso, compreso alcune non proprio in linea con il suo status. Prendere il Napoli, tipo. O la nazionale italiana, persino. Sono suggestioni, come si dice. Il New York Times ha provato ad analizzare tutte le possibilità, chiedendo un parere a otto redattori del suo giornale sportivo, The Athletic, e – spoiler – le possibilità che venga da noi sono, ecco… risibili. Tra l’altro, ufficializzando il suo addio, il City ha anche sottolineato che resterà nel City Group come ambasciatore globale.

L’opzione Serie A

“C’è sempre stata questa idea che la gente vorrebbe vederlo allenare una squadra di metà classifica e dimostrare di poter vincere qualcosa anche senza giocatori di livello élite – scrivono – Mi piacerebbe vederlo alla guida di una squadra come Udinese o Fiorentina. Non è realistico (perché mai un allenatore dovrebbe accettare un incarico “al di sotto” del suo vero livello solo per soddisfare la curiosità altrui?), ma sarebbe divertente”.

Vincerebbe lo scudetto con quelle squadre? No, non credo. Ma porterebbe un miglioramento enorme, sia a livello individuale che collettivo, perché, che piaccia o no, è quello che sa fare. Potrebbe fare, ad esempio, quello che ha fatto Andoni Iraola al Bournemouth, Sebastian Hoeness allo Stoccarda o Cesc Fabregas al Como? Sì, è uno dei pochi allenatori al mondo che potrebbe farlo”.

E poi, “è difficile proporgli un’altra squadra. Il suo legame con il City e il Barcellona rende improbabile che alleni altrove in Inghilterra e Spagna, e sembra che anche la sua esperienza in Germania sia giunta al termine. Forse c’è un club in Italia – Milan, Napoli o Juventus – che potrebbe interessargli, oppure magari il Paris Saint-Germain potrebbe offrirgli risorse simili per costruire un’altra super squadra”.

L’opzione Nazionale traumatizzata

E l’Italia traumatizzata? “Capiamo perché potrebbe attrarlo – molto meno stress per 23 mesi su 24 – ma allenare una nazionale è un esercizio di pragmatismo. Non gli permetterebbe di esprimere al meglio il suo potenziale”.

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In realtà, scrive il Nyt, “se Pep Guardiola volesse unirsi agli Oasis, potrebbe farlo. Non ci sono praticamente limiti per lui. Potrebbe lanciarsi nel mondo del commento sportivo (immaginate la battaglia a suon di offerte!), della politica o della moda. Potrebbe allenarsi a golf ogni singolo giorno. Potrebbe essere il protagonista di un documentario in stile Stanley Tucci-Anthony Bourdain, alla scoperta del meglio che il mondo ha da offrire in termini di cibo, bevande e cultura. Potrebbe sfilare in qualsiasi settimana della moda desideri o lanciare la sua collezione. Potrebbe diventare docente di scienze calcistiche in un’università prestigiosa. Potrebbe finalmente scrivere quel libro”.

“Chi ha bisogno di vincere un altro trofeo quando puoi sederti in un bar così a lungo che gli espressi del mattino si trasformano in aperitivi pomeridiani e il barista ha già preparato il tuo ordine prima ancora che tu abbia detto ciao? Quando una giornata lenta si trasforma in una serata tranquilla e perfetta in riva al mare. Oh, aspettate, l’Italia lo sta davvero chiamando…”.

“Poche nazioni che sembrano realistiche hanno bisogno di un eroe. Carlo Ancelotti si è impegnato con il Brasile fino ai Mondiali del 2030 e, dato che le radici catalane di Guardiola rendono difficile la Spagna, solo Inghilterra e Italia rimangono tra le grandi nazioni che occupano un posto speciale nel suo cuore e che necessitano di qualcosa di speciale. Il suo amore per il calcio inglese non è un segreto. Potrebbe essere lui l’uomo in grado di porre fine alla lunga attesa per la conquista del secondo titolo mondiale? Sicuramente è un obiettivo che lo entusiasmerebbe”.