Il calcio è un divertimento e col Napoli di Conte non ci si diverte
POSTA NAPOLISTA - Ci scrive il prof Corrado de Lisio. "Quest'anno è stato uno strazio. Abbiamo il diritto di criticare, non siamo in Corea del Nord. E non mi sento un tifosotto. Aveva preso un impegno triennale e invece è andato via prima"

Napoli's Italian coach Antonio Conte reacts during the Italian Serie A football match between Hellas Verona and Napoli at the Bentegodi Stadium in Verona, northern Italy, on February 28, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)
Cara Redazione Napolista, ma a cosa aspirate? A togliere il diritto di critica, di dissenso, di parola a ogni tifoso che non sia allineato alla vostra posizione?
Io voglio conservare la libertà di esprimere il mio pensiero sulla politica di Israele, sull’immigrazione e sul modo di giocare della mia squadra; non per questo avete il permesso di apostrofarmi “tifosotto”, di dire che sfoggio palato calcistico fine, entrambe le immagini intese in maniera irridente se non offensiva; o di definirmi “uno scemo di una banda di scemi”, in maniera molto più diretta.
Diventa virale lo sfogo di un tifoso napoletano preoccupato per il futuro del Napoli senza l’allenatore del quarto scudetto#CorrieredelloSport #Napoli #Conte pic.twitter.com/5vPyuM9j3d
— Corriere dello Sport (@CorSport) May 20, 2026
Conte aveva un impegno col presidente e con Napoli
E no, non sono contento che Conte vada via, perché aveva un impegno col Presidente e con la Città (peraltro, molto ben remunerato): quello di portarci in alto in maniera stabile e duratura. Ma, a quanto pare (a detta vostra, per lo meno) senza di lui non siamo più niente e chiunque venga a sostituirlo non potrà evitare il ritorno alla mediocrità.
Forse perché ci lascia con un organico di 32-enni, stanchi, debilitati e senza più motivazioni, perché ha avallato acquisti che non garantiscono una successione adeguata, perché non abbiamo uno straccio di schema di gioco per minacciare squadre come il Parma e perché non abbiamo neanche più una difesa solida. E non è questione di non tollerare le vittorie su misura: l’anno scorso ne abbiamo vinte tante così e andava benissimo, non solo perché non ci si aspettava che dominassimo per l’intero campionato, ma perché in tantissime occasioni e giocando anche contro squadre di forza confrontabile alla nostra, si andava in vantaggio, dopodiché gli avversari non avevano più modo di avvicinarsi alla nostra porta!
Dovrebbe rimanere, accettare la sfida di far crescere dei giovani
Quest’anno è stato uno strazio anche contro avversari scarsissimi che ci hanno fatto gol con semplicità disarmante e quasi sempre ci hanno impedito di essere offensivi. Per non parlare delle figuracce in Europa. Oggettivamente, c’è stato un regresso importante rispetto allo scorso anno.
E sì, gli infortuni (bisognerà poi capire chi ne è il responsabile!), e sì, il 2° posto, e sì, la Supercoppa, ma per me 65-enne il calcio è ancora un…, anzi, IL GIOCO, con cui ci si deve divertire praticandolo e guardandolo! Ma, onestamente, c’è una partita di quest’anno che, a metà luglio, in crisi di astinenza da calcio di club, riguardereste in tv?
Conte ha vinto lo “Scudetto”, e ci mancherebbe che non mi vada benissimo. Però sembra quasi che ciò abbia fatto saltare il programma triennale di scalata al comando del calcio italiano. Perciò penso che dovrebbe rimanere; perché il suo lavoro non l’ha finito. Dovrebbe rimanere, accettare la sfida di far crescere dei giovani, basarsi sullo scouting (che è la dimensione della Ssc Napoli), creare i presupporti per una crescita societaria, così come accadde con Benitez.
E invece va via. Addirittura perché è contrariato delle critiche al suo (non) gioco. Ma che, stiamo in Corea del Nord? Dobbiamo dire come tanti zombie (come anche voi vorreste) che tutto va bene? Che non capiamo una cippa di calcio e che non abbiamo elementi per stabilire quale calcio ci piace e quale no? Che abbiamo vinto Scudetto e Supercoppa ed è l’unica cosa che conta?
No, non mi avrete. Il calcio per me DEVE essere un divertimento da praticare e da guardare. Uno solo vince. Gli altri dovrebbero però almeno GIOCARE.
Saluti,
Corrado de Lisio