Ziliani sul caso Rocchi: “La Juve patteggiò per 718mila euro, l’Inter potrebbe cavarsela con 7,18”

Su X pone dieci domande sul caso Rocchi e un eventuale processo sportivo: se venisse confermata un coinvolgimento dell'Inter, potrebbe sempre patteggiare come ha già fatto la Juve

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Db Milano 08/03/2026 - campionato di calcio serie A / Milan-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Cristian Chivu

Paolo Ziliani ha pubblicato su X una serie di domande e risposte sugli sviluppi possibili del caso Rocchi. Dieci quesiti che provano a tracciare una mappa di quello che potrebbe succedere dopo l’indagine per frode sportiva aperta dalla Procura di Milano. Ne riportiamo i passaggi più significativi.

La Procura Figc può riaprire l’inchiesta sportiva?

La prima domanda è quella che tutti si pongono: i fatti nuovi emersi dal documento della Procura di Milano in cui Rocchi risulta indagato possono portare a una riapertura dell’inchiesta anche in campo sportivo?

La risposta di Ziliani è netta: “Assolutamente sì. Ed è ciò che avverrà”. La Procura FIGC chiederà le carte alla Procura di Milano e riaprirà l’istruttoria. Ziliani cita il precedente del 2023, quando il processo sportivo per le plusvalenze si era chiuso con l’assoluzione di tutti i club interessati, Juventus in testa. Poi l’emersione di nuovo materiale probatorio dalle carte della Procura di Torino obbligò la Procura federale a celebrare un nuovo processo, che si concluse con la penalizzazione della Juventus di 10 punti e la squalifica per otto anni complessivi dei quattro dirigenti apicali, Agnelli e Paratici in primis.

“Assolutamente sì. Ed è ciò che avverrà. La Procura FIGC chiederà le carte alla Procura di Milano e riaprirà l’istruttoria esattamente come avvenne nel 2023 dopo che il processo sportivo per le plusvalenze era stato chiuso in campo sportivo con l’assoluzione di tutti i club interessati, Juventus in testa.

L’emersione di un nuovo, imponente materiale probatorio dalle carte della Procura di Torino obbligò la Procura federale a celebrare un nuovo processo che si concluse con la penalizzazione della Juventus di 10 punti e la squalifica per 8 anni complessivi dei suo quattro dirigenti apicali, Agnelli e Paratici in primis”.

Il parallelo è chiaro: se è successo per le plusvalenze, può succedere — anzi, secondo Ziliani succederà — per il caso Rocchi. Del resto, Chinè ha già chiesto gli atti a Milano, dopo aver archiviato la denuncia originaria di Rocca e aver poi mandato gli ispettori a controllare come se il problema esistesse eccome.

L’Inter rischia la penalizzazione o la retrocessione?

La seconda domanda è quella più scottante: l’Inter rischierebbe una penalizzazione in punti o addirittura la retrocessione in Serie B, come avvenne per la Juventus nel 2006?

Qui Ziliani cambia registro e diventa tagliente. La risposta, dice, è impossibile da dare. Non per ragioni giuridiche, ma perché la giustizia sportiva del calcio italiano è diventata, nell’era della gestione Gravina, “una barzelletta (eufemismo)”. Ogni malefatta è stata resa possibile, per non dire incoraggiata, e le sanzioni sono state sempre palesemente ridicole.

Ziliani fa un elenco impietoso: il patteggiamento della Juventus a 718mila euro per sanare una montagna di illeciti gravi, svariati e reiterati; l’insabbiamento del caso Suarez; le squalifiche-farsa date agli scommettitori Fagioli e Tonali.

La chiusa al vetriolo: “L’Inter potrebbe patteggiare per 7,18 euro”

Il finale è un capolavoro di sarcasmo. Ziliani scrive che non si vede perché l’Inter, nel caso venga dimostrato un suo coinvolgimento nell’inchiesta Rocchi, non possa ambire a cavarsela con un patteggiamento di facciata in accordo con la Procura di Chinè. Il ragionamento è semplice, e velenoso: se la Juventus se la cavò con una multa da 718mila euro per una montagna di illeciti, l’Inter — “fatte le debite proporzioni” — potrebbe cavarsela con una multa di 7,18 euro.

“La risposta a questa domanda è impossibile. La giustizia sportiva del calcio italiano è diventata nell’era della lunga e mortale gestione Gravina una barzelletta (eufemismo); ogni malefatta è stata resa possibile per non dire incoraggiata e le sanzioni (vedi patteggiamento Juventus di 718 mila euro a sanare una montagna di gravi, svariati e reiterati illeciti, l’insabbiamento del caso Suarez, le squalifiche-farsa date agli scommettitori Fagioli e Tonali e via dicendo) sono state sempre palesemente ridicole.

Non si vede quindi perché l’Inter, sempre nel caso che un suo coinvolgimento nell’inchiesta Rocchi venga dimostrato, non possa ambire a cavarsela con un patteggiamento di facciata in accordo con la Procura di Chinè; se la Juventus se la cavò con una multa da 718 mila euro per una montagna di illeciti, l’Inter – fatte le debite proporzioni – potrebbe cavarsela con una multa di 7,18 euro“.

L’ironia è trasparente. Ziliani non sta minimizzando ciò che potrebbe rischiare l’Inter. Sta dicendo, con il sarcasmo che lo contraddistingue, che la gravità degli illeciti della Juventus era incomparabilmente maggiore e che nonostante questo il sistema ha prodotto sanzioni irrisorie. E quindi, se la giustizia sportiva italiana continua a funzionare come ha funzionato finora, qualunque sanzione per l’Inter sarà proporzionalmente ridicola.

È un atto d’accusa al sistema prima ancora che ai singoli club. Lo stesso sistema che il giudice De Gregorio ha definito incapace di rinnovarsi, lo stesso che secondo Condò avrebbe dovuto essere commissariato, lo stesso che vent’anni fa — come ha ricostruito Vernazza sulla Gazzetta — archiviò l’Inter per prescrizione nonostante le intercettazioni di Facchetti con il designatore Bergamo.

La domanda vera, in fondo, non è cosa rischia l’Inter. È se esiste qualcuno nel calcio italiano che abbia davvero intenzione di far funzionare la giustizia sportiva.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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