Ulivieri: “Non si può avere un numero minimo di italiani in ogni club, limiterebbe gli stranieri per le regole Uefa e Fifa”
A Rai Radio 1: "Le proprietà straniere hanno a meno cuore la Nazionale italiana? Probabilmente sì. Appena arrivano, non hanno interesse di questo genere. Commisso era un'eccezione".

Db Milano 09/01/2020 - presentazione della nuova collezione figurine Panini / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Renzo Ulivieri
Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori Calcio (Aiac), è intervenuto ai microfoni di Rai Radio 1 e ha parlato della crisi del calcio italiano e del sistema che ha necessariamente bisogno di cambiare qualcosa dopo la mancata qualificazione ai Mondiali.
Le parole di Ulivieri
“Abbiamo le nazionali giovanili maschili e femminili che vincono, che giocano bene, che fanno risultati. La criticità sta nel passaggio da queste categorie alle prime squadre di Serie A. Questi giovani, per mille motivi, non riescono a fare questo passaggio. Sarà colpa degli allenatori che devono vincere in ogni modo o delle società, però il momento critico è questo. Bisognerà trovare una soluzione“.
“Numero minimo di italiani in ogni club? Non si può fare. A noi garberebbe, ci sembrerebbe una strada, ma è impercorribile. Vorrebbe dire limitare gli stranieri. Bisogna fare tutte quelle cose che sono possibili in base ai regolamenti dell’Uefa e della Fifa, altrimenti si va fuori dai campionati“.
Infine, sulle proprietà straniere ha dichiarato:
“Qui potremmo vedere di fare qualcosa, ma qui diventano norme anche governative. Ad esempio, almeno il 50% delle proprietà rimanga italiana. Proprietà straniere hanno a meno cuore la maglia Azzurra? Probabilmente sì. Appena arrivano, non hanno interesse di questo genere. Poi ci sono casi e casi: penso a Rocco Commisso, un innamorato del calcio italiano. Ma di queste proprietà straniere si conosce pochissimo“.











