Rosenior perde 5 partite di fila e poi attacca i giocatori in pubblico: licenziato

È durato 107 giorni (23 partite), aveva un contratto fino al 2032. Negli ultimi 5 match neanche un gol fatto. La Premier mangia gli allenatori come la Serie A

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Ni Napoli 28/01/2026 - Champions League / Napoli.-Chelsea / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Liam Rosenior

Alla fine, l’inevitabile è diventato ufficiale. Il Chelsea ha staccato la spina a Liam Rosenior. La toppa, ancora una volta, si è rivelata infinitamente peggiore del buco: un esonero che profuma di fallimento totale per la gestione BlueCo. La Premier League comincia ad assomigliare terribilmente alla Serie A. Tudor al Tottenham è durato 44 giorni. Rosenior al Chelsea 107. La Premier League è già a quota 32 allenatori. Hanno cambiato tecnico, anche più volte: Chelsea, Nottingham Forest, Manchester United, Tottenham, West Ham, Wolverhampton.

Rosenior esonerato

Il comunicato di Stamford Bridge è un capolavoro di burocratese: ringraziano il tecnico per “l’integrità“, ammettono che le prestazioni sono “sotto gli standard” e promettono un profondo processo di auto-riflessione. Di riflessioni, a Londra, avrebbero un disperato bisogno, visto che a gennaio avevano fatto firmare a Rosenior un contratto fino al 2032, con 27 milioni di euro in ballo. È durato 23 partite. Praticamente un legame eterno consumato alla velocità di un colpo di fulmine estivo. Dal 6 gennaio al 22 aprile: 107 giorni.

A costargli la panchina sono state cinque sconfitte consecutive in Premier League senza segnare nemmeno uno straccio di gol. Newcastle, Everton, City, United e infine il 3-0 del Brighton. Per trovare uno scempio simile bisogna risalire al 1912. Un record d’altri tempi per una squadra capace, nel frattempo, di farsi umiliare dal Psg in Champions con un complessivo di 8-2. Eppure era iniziata bene, con sei vittorie in sette partite e persino lo scalpo del Napoli in Europa. Poi, il buio totale. Alla fine il bilancio in Premier è di 5 vittorie, 2 pareggi, 7 sconfitte. In Fa Cup invece ha portato il club in semifinale anche se fin qui non ha incontrato nessuna squadra di Premier. In Coppa di Lega è stato eliminato in semifinale dall’Arsenal. E in Champions è stato preso a pallate dal Psg sia all’andata sia al ritorno agli ottavi di finale.

A Brighton il colpo di grazia

Il colpo di grazia Rosenior se lo è dato da solo, scegliendo la via del suicidio pubblico dopo il tracollo di Brighton.

Come rivelato dal Telegraph, il tecnico ha commesso l’errore fatale di attaccare frontalmente i suoi giocatori davanti ai microfoni. “Inaccettabili sotto ogni aspetto: atteggiamento, duelli persi, mancanza di intensità. Difenderli è diventato indifendibile”, aveva tuonato. Una mossa definita ingenua da fonti interne allo spogliatoio, che ha rievocato i fantasmi di Mourinho (quando si disse tradito nel 2015) e Lampard. Attaccare la squadra in pubblico a Londra non finisce mai bene, e Rosenior non ha fatto eccezione: ha perso lo spogliatoio e, un minuto dopo, il posto.

Le attenuanti non mancavano: è arrivato in corsa e a Brighton era senza mezza squadra, inclusi Palmer e il gioiellino Estêvão. Ma la pazienza della proprietà è finita insieme ai gol. In queste ore gira un’immagine impietosa: Rosenior ha perso più partite (8) in sole 21 gare rispetto a Enzo Maresca, che ne aveva perse 7 ma gestendo 28 match. Il sospetto che cacciare l’italiano sia stata un’intuizione geniale quanto un investimento in borsa nel 1929 è ormai una certezza.

Ora la patata bollente passa a Calum McFarlane, promosso dall’Under 21. A lui il compito di guidare i superstiti nella semifinale di Fa Cup contro il Leeds. A Stamford Bridge l’unica cosa che corre davvero è il valzer delle panchine.

Studente di ingegneria informatica, curioso e determinato, con una forte voglia di imparare e mettersi alla prova. Appassionato di tecnologia, sport e lettura, unisco studio, allenamento e progetti personali con l’obiettivo di crescere sia professionalmente che umanamente.

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