Malagò continua a prendere tempo: “Non so ancora se mi candiderò, due ore di chiacchierata straordinaria con la Serie A”
L'ex Coni ha ribadito la fiducia del massimo campionato italiano per la candidatura alla presidenza della Figc: "Conosco molto bene questo ambiente, mi hanno rinsaldato questa fiducia che mi fa molto raggelare nel senso buono del termine".

Dc Roma 24/10/2024 - Premio Mecenate dello Sport / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Malago’
Oggi Giovanni Malagò, ex presidente Coni, ha incontrato le venti società di Serie A per confrontarsi sulle richieste per il programma elettorale della presidenza Figc, dopo le dimissioni di Gabriele Gravina.
Le parole di Malagò
L’incontro è durato circa due ore e l’ex Coni ha successivamente rilasciato delle dichiarazioni ai media presenti a Milano:
“Mi sembrava doveroso iniziare da chi aveva pensato a me per l’ipotesi della candidatura. Ho incontrato la Lega Serie A e farò anche degli altri incontri. Oggi col presidente di B, domani con quello della Lega Pro e prima di fine settimana con le componenti che rappresentano giocatori e allenatori. Ho rivisto vecchi amici, alcuni di vecchia data. Mi erano stati esposti i punti chiave dell’assemblea che si devono però fondere con le esigenze delle altre componenti. Questa è una federazione multidisciplinare e rappresenta gli interessi di tutti. Conosco molto bene questo ambiente, sono state due ore di chiacchierata che definirei straordinarie. Hanno parlato tutti, rinsaldando questa fiducia che mi fa molto raggelare nel senso buono del termine. Non so ancora se poterò avanti la mia candidatura, prima devo sentire anche le altre componenti della federazione. Ma non sono preoccupato del risultato elettorale del 22 giugno“.
“Ho sempre la preoccupazione di cercare di dare un senso del ruolo e dell’impegno e della presenza. Se oggi si pensa a un nuovo presidente di Federazione è perché l’Italia è stata di nuovo eliminata per il Mondiale. Se l’Italia avesse vinto in Bosnia non penso staremmo a parlare dell’elezione di un nuovo presidente della Figc. Sotto il profilo di quella che è la capacità di saper organizzare una squadra che va in campo mettendo il massimo qualcosa l’ho dimostrato nella mia vita. Non devi stare a disperdere tempo ed energie per stare dalla mattina alla sera a contemperare formule compromissorie. Credo che bisogna che oggi il calcio debba mettere da parte il più possibile i personalismi, sotto il profilo del prodotto e dell’immagine si deve mettere in condizione di meritare di essere considerato in modo diverso sotto un profilo istituzionale, come si è dimostrato in altre discipline sportive“.
Infine, sulle considerazioni che erano state fatte nei giorni precedenti:
“Il sistema deve essere prima di tutto sostenibile, perciò c’è un tema di ricavi e costi. Bisogna mettere a terra dinamiche di gestione diverse, potremmo parlare all’infinito, ho parlato anche di modelli e dinamiche di altre discipline, penso che il lavoro vada fatto con chi ha competenza della parte normativa“.
Perché De Laurentiis è favorevole alla candidatura dell’ex Coni
Il presidente del Napoli ha più volte espresso la sua fiducia nei confronti di Malagò, come anche l’interista Marotta. Per De Laurentiis, è l’ex Coni l’unico capace di rifondare il calcio italiano. Lo ha ribadito anche oggi, prima dell’Assemblea:
“Stavo partendo per Los Angeles, ho chiamato Malagò e gli ho detto che doveva prendere in mano la situazione del calcio italiano. Gli ho detto: ‘Sei un imprenditore, sei stato al Coni, hai cercato il circolo più importante d’Europa, nessuno meglio di te che sei anche un grande sportivo. L’unico difetto è che sei innamorato della Roma, sopporteremo anche questo’. La verità è che siamo stanchi di persone che interpretano ruoli istituzionali per avere un proprio prestigio, questo non va bene. Nessuno meglio di Malagò può aggiustare una cosa che non funziona. Si parla di una battaglia con Abete: lui è un bravissimo signore ma non è una persona adatta a fare questo lavoro”.