L’impossibile possibilità che l’Italia vada ai Mondiali: siamo riusciti a farci fare la morale da Infantino
"Lo sport deve rimanere separato dalla politica", ha detto Infantino. "L'Iran giocherà ai Mondiali, non esiste un piano B"

Db New York (Stati Uniti) 13/07/2025 - FIFA Club World Cup 2025 / Chelsea-Paris Saint-Germain / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Donald Trump-Gianni Infantino
Mentre stiamo qui a baloccarci con l’anti-igienica prospettiva di essere ripescati al Mondiale al posto dell’Iran bombardato dalla nazione ospitante, siamo riusciti nell’impresa di farci fare la lezioncina morale da Gianni Infantino. Il presidente della Fifa, davanti all’ipotesi, ha detto chiaro e tondo che l’Iran “ci sarà ai Mondiali. Non ci sono piani B, C o D; il piano A è l’unico possibile. Lo sport deve rimanere separato dalla politica”.
Solo l’Italia poteva servire un assist del genere a Infantino: “lo sport separato dalla politica”, dice. Cose di pazzi.
Anche Trump ha trattato la questione con la sufficienza di uno che nel frattempo minaccia genocidi di qua e di là: “Non mi interessa se l’Iran va ai Mondiali”. Nella distorsione della realtà attuale come dargli torto.
Zampolli chi?
La proposta di Paolo Zampolli riportata dal Financial Times è stato un abbaglio. Ci sono ovviamente cascati tutti. Per contestualizzare bene la questione va ricordato che Zampolli è un imprenditore italo-americano molto amico di Trump, è quello che gli ha presentato Melania, gli è così amico che ad un certo punto il Presidente – visto che lui nel frattempo andava in Italia auto-proclandosi rappresentate Usa da noi – gli ha dato un ruolo ufficiale: inviato speciale per le “partnership globali”.
In ogni caso parliamo più o meno del nulla: l’Iran si è guadagnato il diritto di partecipare ai Mondiali. E anche se decidesse di non partecipare, rischierebbe sanzioni pesantissime, anche economiche. Viviamo in un mondo così, un posto dove mi tocca andare a giocare a calcio mentre magari il Paese che mi ospita sta bombardando la mia famiglia. Un posto dove se provo a chiedere almeno che mi sia concesso di giocare le mie partite in Canada o in Messico, la Fifa mi dice di no, perché – oh! – i biglietti sono già stati venduti.
In ogni caso anche da noi, la reazione (non immediata) è stata di sdegno orgoglioso. “Primo non è possibile, secondo non è opportuno, ci si qualifica sul campo”, ha detto il ministro dello Sport Andrea Abodi. E così il presidente del Coni Luciano Buonfiglio: “Prima di tutto non credo sia possibile, seconda cosa mi sentirei offeso. Bisogna meritarselo, di andare ai mondiali”. Idem il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti: “La trovo una cosa vergognosa. Io mi vergognerei”.
Toccherebbe comunque ad un’asiatica
In teoria, se anche l’Iran saltasse, il suo posto dovrebbe essere preso da una squadra della confederazione asiatica. Per esempio gli Emirati Arabi Uniti, eliminati dall’Iraq al quinto turno delle qualificazioni Afc.
Ma anche Giamaica e Bolivia, le due squadre che hanno mancato di poco la qualificazione ai Mondiali dopo aver perso rispettivamente contro la Repubblica Democratica del Congo e l’Iraq, potrebbero essere candidate a occupare quell’ipotetico posto libero, se anche non valesse il vincolo regionale.