Donnarumma non sa cosa sia un Mondiale: “Ho pianto”

Il portiere ha vinto una Champions ma salterà un altro Mondiale: "Bisogna voltare pagina e ripartire per portare l'Italia dove merita di stare”

Donnarumma

Db Zenica 31/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Bosnia Erzegovina-Italia / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluigi Donnarumma

Ennesima debacle per il movimento sportivo italiano, mancata la terza qualificazione ai mondiali di fila. Dopo le figuracce con Svezia e Macedonia degli anni precedenti, ieri si è consumato un altro dramma contro la Bosnia. La parola fine è stata sancita dai calci di rigore dopo i tempi supplementari che hanno alimentato altre polemiche. A nulla è servito il gol di Moise Kean nei tempi regolamentari, spazzato via dall’espulsione di Bastoni e il pareggio di Tabakovic a dieci minuti dal novantesimo. Durante la lotteria dei rigori, sono arrivati gli errori di Pio Esposito e Cristante mentre Donnarumma non è riuscito ad essere incisivo in risposta ai tiratori avversari. Ora il movimento italiano è in cerca di una ripartenza, con gli uomini giusti dentro e fuori dal campo per non dover continuare su questa falsariga.

Le lacrime amare di Donnarumma

Il portiere della nazionale, non potrà ancora partecipare alla massima competizione mondiale nonostante sia nel giro della nazionale maggiore da ben dieci anni. Attraverso il suo canale Instagram sono arrivate le parole di dolore per il dramma sportivo consumatosi ieri sera in terra bosniaca:

“Ieri sera, dopo la partita, ho pianto. Ho pianto per la delusione di non essere riusciti a portare l’Italia dove merita di stare. Ho pianto per la tristezza enorme che sto provando io, insieme a tutto il gruppo azzurro di cui sono fiero di essere capitano, e che so, in questo momento, state provando anche voi, tifosi della nostra Nazionale. Ora le parole servono a poco, è vero. Ma una cosa la sento forte dentro e voglio condividerla con voi: dopo una delusione così grande, bisogna trovare il coraggio di voltare pagina, ancora una volta. E per farlo servono tanta forza, passione e convinzione. Crederci sempre, questo è il motore per andare avanti. Perché la vita sa premiare chi dà tutto, senza risparmiarsi. Ed è da qui che dobbiamo ripartire. Insieme. Ancora una volta. Per riportare l’Italia dove merita di stare”

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