Fabregas: “Inter? All’andata siamo stati un po’ naif”

In conferenza stampa: "Parlo con tante persone, anche a Coverciano, e molti apprezzano il nostro lavoro. Poi ognuno ha le proprie opinioni"

Suwarso Como

Mg Como 15/03/2026 - campionato di calcio serie A / Como-Roma / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Cesc Fabregas

Intervenuto in conferenza stampa, Cesc Fabregas ha così presentato il match contro l’Inter.

Le parole di Fabregas

Cosa ha imparato dalle sfide contro l’Inter? E quanto pesa l’assenza di Lautaro?

“Cerchiamo sempre di trovare nuove soluzioni. In Coppa Italia abbiamo disputato una buona gara contro giocatori come Zielinski, Calhanoglu e Acerbi, che hanno giocato dall’inizio o sono entrati dopo. Siamo riusciti a controllare diverse situazioni in cui loro sono molto forti. Però contro l’Inter bisogna segnare e avere coraggio. In alcuni momenti chiave avremmo dovuto fare la differenza, ma non ci siamo riusciti. Speriamo di fare meglio domani. Lautaro? Per noi il vero valore aggiunto non è la sua assenza, ma i nostri tifosi e i nostri giocatori. Loro sono vicini a vincere il campionato, noi dobbiamo fare una grande prestazione.”

Pensa che ci sia un trattamento mediatico particolare nei confronti del Como?

“Non mi sembra. Parlo con tante persone, anche a Coverciano, e molti apprezzano il nostro lavoro. Ci sono anche articoli positivi sui giornali. Poi ognuno ha le proprie opinioni, e non si possono cambiare. Se ti piace Maradona lo consideri un fenomeno, se preferisci Messi trovi difetti in Maradona. Noi dobbiamo concentrarci su ciò che vogliamo fare. Nei momenti difficili dobbiamo essere ancora più forti e gestire tutto a modo nostro. Chi è soddisfatto dello 0-0 con l’Udinese non conosce i nostri obiettivi. Le grandi squadre restano tali, noi siamo il Como. L’anno scorso abbiamo chiuso a 49 punti con un grande distacco dalle prime sei. Ora, a sette giornate dalla fine, abbiamo sei punti in più e siamo in semifinale di Coppa Italia. Siamo solo all’inizio di un percorso, nemmeno a metà. Lasciamo parlare gli altri e restiamo convinti del nostro lavoro.”

Come stanno Ramon e Rodriguez?

“Jesus Rodriguez è tornato e sta abbastanza bene. Per Ramon devo ancora confrontarmi con lo staff medico: non ha avuto una settimana completamente pulita. Oggi però si è allenato molto bene e mi mette in dubbio sulla scelta. Devo decidere se schierarlo o meno. Un altro giocatore invece non si è allenato.”

Dà fastidio che l’Inter sia una delle poche squadre che non avete battuto?

“Non è l’unica, non abbiamo vinto neanche contro il Bologna, che per me è una squadra di altissimo livello. Fastidio? Non saprei. Noi pensiamo partita dopo partita. Sappiamo chi è l’Inter e che possiamo anche perdere, perché hanno giocatori decisivi. È normale: più giocatori forti hai, più possibilità hai di vincere. Noi però andremo in campo con la convinzione di poter vincere, cercando di gestire i momenti della gara, concludere le azioni e coprire gli spazi dove possono colpirci.”

Quanto è importante il ruolo dei terzini nel calcio moderno, anche in vista dell’Inter?

“Ne abbiamo già parlato: oggi i terzini sono fondamentali. Le loro scelte quando ricevono palla possono fare la differenza, tra una giocata giusta e un errore che può creare problemi. Possono essere una grande risorsa o un rischio. Il calcio moderno va sempre più in quella direzione.”

All’andata avete giocato a tre: è una soluzione per dare più densità a centrocampo?

“Centrocampo a tre in che senso? Non abbiamo difeso a tre. Tutto dipende dalle caratteristiche dei giocatori: cambia molto avere tre o cinque centrocampisti. Vedremo domani quale sarà la scelta. Ho fiducia in tutti, ma contro l’Inter non puoi solo difendere, perché alla lunga ti colpiscono. In Europa sono tra le squadre che crossano di più: Dimarco, ad esempio, ha numerosi assist ed è molto preciso. Coprire tutto è impossibile, dobbiamo sperare che in alcune situazioni siano meno precisi e noi disputare una grande partita.”

Qual è il suo giudizio sulla stagione di Morata? Si aspettava di più?

“Ha sempre un atteggiamento positivo. Non è uno che mostra rabbia o si isola, come può capitare ad altri. Lavora in modo impeccabile, con grande professionalità e sempre in maniera costruttiva con i compagni. Il mio giudizio è positivo, anche se nella sua testa probabilmente non è stata la stagione che desiderava. Io sono soddisfatto. Nel calcio si cresce insieme: anche chi entra dalla panchina deve farsi trovare pronto. Dobbiamo essere un gruppo forte.”

Tra le partite giocate contro l’Inter, quale le è piaciuta di più?

“All’andata a San Siro, quando hanno segnato Carlos Augusto e Thuram in contropiede, mi era piaciuta. Nel 4-0 invece siamo stati un po’ naif in alcune situazioni. Io preparo ogni partita allo stesso modo: per me sono tutte finali di Champions. Sono cresciuto così, sia a scuola che nelle esperienze con Arsenal, Barcellona e ora al Como. Anche quando non ero al massimo fisicamente volevo sempre vincere. L’Inter è una squadra molto forte, noi vogliamo trovare soluzioni, ma una partita contro di loro non definisce la stagione. Il nostro percorso è quello che conta. Dobbiamo affrontarli con umiltà, ma anche con la convinzione di potercela fare.”

L’impressione è che l’Inter senza Lautaro possa essere più in difficoltà…

“Non lo so. Noi cerchiamo sempre di preparare al meglio ogni partita. In alcune occasioni avremmo meritato qualcosa in più, però l’Inter è una squadra che va rispettata. Dobbiamo affrontarla con rispetto ma senza timore, lasciando i ragazzi liberi di esprimersi e di giocare il loro calcio. Io sono il primo a crederci.”

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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