De Zerbi a Londra è meno ideologico: parla di fiducia, ordine, sofferenza

Dal Guardian. Non ha tempo di costruire, deve prima impedire al Tottenham (e a sé) di scendere in Championship. Ha firmato per 5 anni e ora quasi funge da mental coach

De Zerbi tottenham

Marsiglia 30/09/2025 - Champions League / Marsiglia-Ajax / foto Imago/Image Sport nella foto: Roberto De Zerbi

De Zerbi è arrivato al Tottenham per costruire il futuro e si è trovato subito dentro il passato peggiore del club. Cinque anni di contratto, nessuna clausola d’uscita in caso di retrocessione, una squadra detentrice dell’Europa League ma diciottesima in Premier League, 34 punti in 34 partite e due punti da recuperare sul West Ham. Dopo tre gare, il suo bilancio è minimo ma già pesantissimo: sconfitta col Sunderland, pareggio col Brighton, vittoria al Molineux contro i Wolves. È stata la sua prima vittoria da allenatore degli Spurs e la prima del Tottenham in campionato nel 2026, dopo quindici partite senza successi.

Il De Zerbi visto finora non è quello da laboratorio tattico che siamo abituati a vedere (quanto è vero che molte sono cose cavalcate dai giornali e non dalla realtà del campo). Parla di fiducia, ordine, testa, sofferenza, positività. Non può ancora costruire il suo Tottenham, deve prima impedire che cada. Però che paradosso. Un allenatore arrivato dalla Francia, dal Marsiglia secondo in Ligue 1 e dalla Champions, rischia di cominciare il suo contratto quinquennale in Championship. Se retrocede, sarà il volto di un disastro che non ha creato lui.

Il paradosso di rischiare la Serie B e aver firmato per 5 anni

Il Guardian scrive che la prima vittoria di Roberto De Zerbi sulla panchina del Tottenham potrebbe essere simbolica oltre che necessaria a livello di classifica. L’1-0 ottenuto al Molineux contro il Wolverhampton, deciso da João Palhinha all’82’, tiene gli Spurs a due punti dal West Ham nella corsa salvezza e soprattutto offre alla squadra un appiglio mentale dopo settimane complicatissime. De Zerbi, arrivato in un contesto quasi paradossale — una squadra detentrice dell’Europa League ma invischiata clamorosamente nella lotta per non retrocedere — ha festeggiato sotto il settore ospiti e non poco. Quasi come se l’avesse vinta la Premier.

Tuttavia, il Tottenham aveva già nove giocatori indisponibili e durante la partita ha perso anche Dominic Solanke e Xavi Simons, usciti per problemi rispettivamente alla gamba e al ginocchio. De Zerbi continua a spostare il discorso su un piano più psicologico che tecnico.  L’aspetto più interessante è che De Zerbi non parla da allenatore rassegnato o da tecnico chiamato soltanto a gestire un’emergenza (giustamente ha firmato un contratto di 5 anni e non gli va proprio di iniziare dalla Serie B inglese ndr). Dice di credere davvero nella salvezza, anche perché il distacco dal West Ham è di due punti, non di dieci. Racconta di aver scoperto un gruppo diverso da come poteva apparire dall’esterno: giocatori professionali, seri, sofferenti per la situazione e ancora disponibili a lottare.

“Spero che questo risultato possa cambiare qualcosa nella nostra testa, nella nostra mentalità. Perché credo nella salvezza. Se arrivo qui, è perché sono positivo. Quando ho imparato a conoscere meglio i miei giocatori, ho capito che abbiamo la possibilità, l’opportunità di salvarci. Lavoro con loro ogni giorno e tutti i giocatori sono professionisti, bravi ragazzi. Stanno soffrendo per questa situazione. Voglio essere chiaro e semplice, ma dobbiamo rimanere forti mentalmente e positivi”.

Il Guardian restituisce quindi l’immagine di un De Zerbi meno ideologico del solito e più pragmatico, costretto dalle circostanze a partire dalle basi: compattezza mentale, chiarezza, positività, gestione dell’emergenza.

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