Condò: “Conte non è uno che puoi tenere in scadenza, De Laurentiis deve rinnovargli il contratto”

Il giornalista di Sky collega il nodo rinnovo alla Nazionale: «Quella di Conte era una manifestazione di disponibilità». Il presidente FIGC si elegge il 22 giugno, i club dovranno aver già deciso. Se De Laurentiis aspetta, rischia di perderlo.

Conte Napoli confronto tra De Laurentiis e Conte Nazionale

Mg Verona 28/02/2026 - campionato di calcio serie A / Hellas Verona-Napoli / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Antonio Conte

La partita tra Conte e De Laurentiis è ormai più interessante di quelle che il Napoli gioca in campo. Paolo Condò a Sky Sport ha messo in fila quello che a Napoli si percepisce da settimane ma che nessuno aveva ancora detto con questa chiarezza: “Se non ci sono accordi precedenti, conosceremo il presidente della Figc il 22 giugno, quando più o meno per i club dovrebbe essere tutto già deciso. Le tempistiche giocano contro la definizione del prossimo ct della Nazionale italiana. Dopodiché Conte lo conosciamo… ora dice che siamo noi giornalisti a strumentalizzare le sue dichiarazioni, però è chiaro che quella era una manifestazione di disponibilità”

Condò: “Conte disponibile per la Naizonale”

La Nazionale non è un’ipotesi giornalistica. È un’opzione concreta con una data: 22 giugno. Se entro quel giorno De Laurentiis non ha chiarito il futuro di Conte, il rischio è che qualcun altro lo faccia per lui.

Condò aggiunge il pezzo che manca: “Il prossimo anno sarà l’ultimo anno di contratto di Conte al Napoli, ma Conte non è un allenatore che puoi tenere a scadenza. Se De Laurentiis lo vuole trattenere, deve discutere con lui un nuovo contratto e nuove prospettive”. E poi il nodo economico: “Ben 60 milioni di euro dovrebbero essere già impegnati per i riscatti di Hojlund e Alisson Santos, per cui non so quanto margine di manovra ci sarà sul prossimo mercato del Napoli e questo di certo inciderà sulle discussioni fra allenatore e presidente”.

Il prossimo anno sarà l’ultimo di contratto. E dopo la sconfitta con la Lazio — 0-2 al Maradona, quarto anno consecutivo che i biancocelesti battono il Napoli — il clima è quello che è. Conte a Dazn è stato lucidissimo nell’analisi tecnica ma gelido quando gli hanno chiesto del futuro: «Il presidente può dire quello che vuole, è il presidente. Se dovessi rispondere, lo farei in privato». Una frase che non è diplomatica — è un muro. Conte sta dicendo a De Laurentiis: non mi tiri dentro un dibattito pubblico, se c’è qualcosa da dirci ce lo diciamo tra noi.

Sessanta milioni già impegnati e la Nazionale che aspetta

Ha detto bene. Parlarsi in privato per capire se e come continuare. Il problema è che quel “se” pesa quanto il “come”. Perché la stagione racconta una cosa chiara: il Napoli è volato quando giocava con Neres a ridosso di Hojlund, con Vergara e Alisson. Si è spento ogni volta che si è insistito coi fab four, un modulo che non ha mai funzionato e che ha fatto da tappo alla squadra. La difesa senza Di Lorenzo e Rrahmani è stata in balia delle fasi no di Buongiorno e di un Beukema sempre in bilico. Conte non è esente da responsabilità, ma nessun altro avrebbe tenuto in piedi una stagione con questa serie di infortuni.

La situazione è quella di Giorgio e il vescovo — uno se ne vuole andare e l’altro lo vuole cacciare. La domanda vera è: quale club prende Conte col suo ingaggio e le sue richieste di mercato? E dall’altra parte: con quali soldi il Napoli rifà la squadra, se 60 milioni sono già impegnati per i riscatti di Hojlund e Alisson Santos?

È esattamente il punto sollevato da Condò: «Non so quanto margine di manovra ci sarà sul prossimo mercato del Napoli e questo di certo inciderà sulle discussioni fra allenatore e presidente». Tradotto: se De Laurentiis vuole che Conte resti, non basta il rinnovo del contratto. Serve un progetto di mercato che lo convinca. E con 60 milioni già spesi e una rosa da svecchiare, il margine è stretto.

Poi c’è la Nazionale. Conte dice che noi giornalisti strumentalizziamo le sue frasi. Ma Condò non ci gira intorno: «È chiaro che quella era una manifestazione di disponibilità». Il nuovo presidente della FIGC verrà eletto il 22 giugno, quando per i club dovrebbe essere tutto già deciso. Se De Laurentiis aspetta troppo, rischia di ritrovarsi con un allenatore che ha un piede fuori e un’alternativa concreta sul tavolo.

In conferenza dopo la Lazio Conte ha detto una cosa che è passata sottotraccia: «A Napoli c’è chi aiuta e chi distrugge. Poco rispetto per chi ha vinto due scudetti. Non facciamolo noi». Parlava dei giocatori, ma forse parlava anche di sé. Un allenatore che ha riportato il Napoli in Champions dopo il disastro post-scudetto merita una risposta. Non tra un mese, non a fine campionato. Adesso. In privato, come vuole lui. Ma adesso.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

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