Caso Rocchi, i tifosi del Napoli impazziscono sui social: “Se revocano lo scudetto all’Inter, siamo campioni d’Italia”
Caso Rocchi, sui social i tifosi del Napoli sognano la revoca dello scudetto all'Inter. Ma cosa dice davvero il Codice di Giustizia Sportiva?

Inter Milan's supporters celebrate winning the 2024 Scudetto championship title at the Piazza del Duomo in central Milan, on April 22, 2024, after Inter Milan won the Italian Serie A football match against AC Milan. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)
Il delirio sui social: “Napoli campione d’Italia 2025-26”
C’è un tema che nelle ultime ore ha invaso i social con la forza di un’onda anomala: la possibilità — per ora del tutto teorica — che lo scudetto venga revocato all’Inter e assegnato alla seconda classificata, cioè al Napoli di Antonio Conte. Su X l’hashtag legato alla combinazione «Napoli campione d’Italia» ha cominciato a circolare con insistenza, alimentato dall’intreccio tra l’inchiesta della Procura di Milano su Gianluca Rocchi e la corsa scudetto ancora aperta.
Il ragionamento dei tifosi è lineare, quasi ingenuo nella sua semplicità: se Rocchi ha orientato designazioni e decisioni Var a favore dell’Inter — come ipotizzano i tre capi di imputazione — allora l’Inter ha vinto barando, e il titolo va tolto. E a chi andrebbe? Al Napoli, naturalmente.
Il giornalista Paolo Esposito ha cavalcato l’onda arrivando a dichiarare: «Invito i giocatori del Napoli ed il loro allenatore, Antonio Conte, ad impegnarsi allo spasimo per arrivare secondi in questo campionato». Il sottotesto è esplicito: se l’Inter viene punita, il secondo in classifica eredita tutto.
Cosa dice davvero il Codice di Giustizia Sportiva
Sgombriamo il campo dalle fantasie. L’articolo 30 del Codice di Giustizia Sportiva della Figc prevede sanzioni per chi «altera o tenta di alterare lo svolgimento o il risultato di una gara». La revoca di un titolo sportivo è teoricamente contemplata, ma richiede la simultanea presenza di tre condizioni:
Un sistema organizzato e documentato di alterazione dei risultati. Una provata incidenza diretta sulla classifica finale. Il coinvolgimento diretto del club beneficiario.
Al momento, nessuna di queste tre condizioni è soddisfatta. L’indagine è nella fase preliminare. Rocchi è indagato a titolo personale, si è autosospeso insieme al supervisore Var Gervasoni, ma l’Inter come club non risulta coinvolta. Come ha ricordato Condò a Sky Sport, commentando proprio questo caso: «Se metti una bomba e non esplode, vieni comunque perseguito» — il reato è nel tentativo, ma il tentativo di un singolo non si traduce automaticamente nella sanzione al club.
Il precedente Calciopoli e la responsabilità oggettiva
L’unico precedente paragonabile è Calciopoli, dove però le intercettazioni dimostrarono il coinvolgimento diretto dei dirigenti dei club — Moggi su tutti — nel sistema di condizionamento arbitrale. Lì c’era un’organizzazione che partiva dall’interno delle società. Qui, per ora, c’è un designatore che avrebbe agito di propria iniziativa o comunque senza che sia emerso un collegamento con la dirigenza nerazzurra.
Esiste, è vero, il principio della responsabilità oggettiva: un club può essere sanzionato per i comportamenti illeciti di tesserati o soggetti collegati, anche senza coinvolgimento diretto, qualora venga provato un vantaggio sportivo. Ma è un terreno scivoloso, che richiede accertamenti lunghi e complessi. La Procura Generale dello Sport ha chiesto conto alla Figc dell’archiviazione della denuncia di Rocca, ma siamo ancora lontanissimi da un deferimento.
Sognare non costa nulla, ma la realtà è un’altra
Comprendiamo l’entusiasmo dei tifosi. Dopo lo scudetto del 2023 e la stagione trionfale con Conte, l’idea di aggiungere un altro titolo — magari proprio a spese dell’Inter — è irresistibile. Ma la giustizia sportiva ha i suoi tempi, e soprattutto ha bisogno di prove, non di trending topic.
L’interrogatorio di Rocchi è fissato per il 30 aprile. Le indagini della Procura federale sono ancora in corso. Parlare di revoca dello scudetto oggi è come discutere della sentenza prima ancora che il processo sia iniziato. Il caso Rocchi è gravissimo, e su queste pagine lo documentiamo dall’inizio con la serietà che merita. Ma trasformarlo in una lotteria dello scudetto a tavolino non rende giustizia alla portata dell’inchiesta, che riguarda la credibilità dell’intero sistema arbitrale italiano.