Zé Roberto racconta il suo flop al Real Madrid: “Mi sono perso tra sesso e videogiochi”

Nell'intervista a Globoesporte: "Giocavo fino all'alba, mangiavo male, dormivo poco. Ho perso in prestazioni e sono ingrassato. È stata l'unica volta in cui mi sono allontanato dalla mia forma fisica"

Zé Roberto

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Zé Roberto duttile centrocampista brasiliano dopo la crescita in patria, nel 1997 venne notato dal Real Madrid che lo portò in Europa, ma il suo arrivo fu abbastanza deludente.  Nell’intervista a Globoesporte, Zé Roberto ha raccontato alcuni retroscena di quel flop clamoroso. Le cose iniziarono subito male per lui: “Sono arrivato in uno dei club più grandi del mondo senza essere preparato mentalmente o tatticamente. Nel parcheggio c’erano solo auto di lusso. Nello spogliatoio, tutti erano in giacca e cravatta. Indossavo abiti semplici. Roberto Carlos ha scherzato sul fatto che pensavano che fossi andato a dipingere lo spogliatoio. In campo, l’intensità era diversa. Non riuscivo a stare al passo. Non parlavo inglese o spagnolo. Non avevo una guida. È stato uno shock. Ecco perché sono andato e tornato”.

I videogiochi e il sesso lo hanno pesantemente condizionato: “Ero giovane, appena sposato, ho comprato una PlayStation. Giocavo fino all’alba, mangiavo male, dormivo poco. Ho perso in prestazioni e sono ingrassato. È stata l’unica volta in cui mi sono allontanato dalla mia forma fisica ideale. Oggi le distrazioni sono diverse: social media, esposizione mediatica. Se l’atleta non ha concentrazione, cade nel dimenticatoio”.

 

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Sesso e videgiochi erano diventati un problema: “Essendo appena sposato, ero come un gallo. Facevo l’amore tutto il giorno e, di notte, giocavo ai videogiochi. Ho perso tutte le mie prestazioni, arrivavo al club per allenarmi con le occhiaie. Quello è stato l’unico momento in cui ho perso la mia forma fisica. Poi mi veniva fame nel cuore della notte. Mangiavo un sacco di biscotti. Dicevo: ‘Portami un biscotto’. Ne mangiavo uno, poi finivo la scatola. Poi arrivavano snack, bibite… Ho iniziato a prendere peso senza accorgermene. Ed ero stressato a causa dei videogiochi che non riuscivo a finire. È qualcosa che toglie la concentrazione e l’attenzione a molti atleti oggi”.

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