Italia, Germania e Argentina si contendono il giovane Tresoldi: “Faccio gol stupidi e brutti, ma segno”

È il bomber dell'Under 21 tedesca, ha papà italiano e mamma argentina. Ha già segnato in Champions e voleva fare il Sinner: "A tennis ero ancora più forte"

tresoldi

Mg Dunajska 15/06/2025 - Europeo U21 / Repubblica Ceca-Germania / foto Matteo Gribaudi/Image Sport nella foto: Nicolo Tresoldi

Tresoldi, per chi non è aggiornatissimo, è ancora Emanuele Tresoldi. Nazionale Under 21 che vinse il Campionato Europeo nel 1994 insieme a Fabio Cannavaro e Pippo Inzaghi. Invece il Tresoldi attuale, il nome che sta cominciando a calamitare l’interesse di ben tre Nazionali, è Nicolò, il figlio. Che gioca nell’under 21 tedesca, fa l’attaccante e fa un sacco di gol. L’estate scorsa si è trasferito dalla seconda divisione tedesca alla massima serie belga, unendosi al Club Brugge, con il quale ha giocato in Champions League. Ha segnato contro l’Atlético Madrid, ha segnato contro il Monaco, ha segnato contro il Barcellona. Dopo l’incontro con l’Arsenal a dicembre, gli osservatori dei Gunners hanno preso e tenerlo d’occhio. Nagelsmann e Gattuso non lo hanno ancora convocato. Ma potrebbe arrivarci per prima l’Argentina.

Perché Nicolò Tresoldi è italiano per paternità, ma la madre è argentina, ed ha la cittadinanza tedesca perché i suoi lo hanno fatto crescere ad Hannover, racconta la Süddeutsche Zeitung. “La famiglia si è trasferita ad Hannover nel 2018, dopo che il padre di Nicolo, Emanuele Tresoldi, ha concluso la sua carriera da calciatore professionista. Questo anche perché la madre di Nicolo, originaria dell’Argentina, aveva accettato un lavoro come assistente di volo in Germania presso una compagnia aerea lituana dal nome azzeccato di “Small Planet”. All’epoca, i Tresoldi avevano preso in considerazione anche l’idea di trasferirsi in Spagna o in Portogallo”.

Peraltro lui voleva fare il tennista. Una volta arrivato nella capitale della Bassa Sassonia dovette scegliere: diventare un tennista professionista o un calciatore professionista? Dovette rinunciare a uno dei suoi sport preferiti. “Il mio sogno più grande era diventare il numero uno al mondo nel tennis”, dice. A Gubbio, si era fatto strada fino alla nazionale italiana Under 12 di tennis. Dice che il suo talento nel tennis era probabilmente persino maggiore di quello nel calcio”.

Questo sogno andrebbe estrapolato come risposta a tutta la retorica dei poveri bambini senza gioie del calcio, che in verità ora magari sognano di diventare più Sinner che Retegui.

Lui, in ogni caso, si racconta così: “I miei punti di forza principali risiedono nell’area di rigore; ho un buon fiuto per gli spazi”. Ha segnato 30 dei suoi 31 gol da professionista dall’interno dell’area di rigore. “Non sono uno di quei giocatori che dribblano tre avversari. O che segnano un gol miracoloso da 25 metri. Non è da me. Sono uno a cui piace correre verso il primo palo, pronto a raccogliere i rimbalzi. Segno gol stupidi da due o tre metri, gol che non entreranno nella top ten dei gol più belli della stagione. Ma sono solo gol. Semplici gol“.

E infatti il suo idolo è Pippo Inzaghi: “Le sue corse sono affascinanti. E il fatto che segnasse i suoi gol, non importa come”.

E così, in teoria, ben tre “piccole nazionali” potrebbero ancora assicurarsi le sue prestazioni: Germania, Italia e Argentina. “Squadre che hanno vinto la Coppa del Mondo complessivamente undici volte”, dice Tresoldi ridendo.

Il Napolista è un giornale on-line di opinione, nato nel 2010, che si occupa prevalentemente di calcio e di analizzare quel che avviene dentro e soprattutto attorno al Napoli.

ilnapolista.it © Riproduzione riservata
Correlate