I numeri alla battuta di Sinner sono imbarazzanti: la metà delle sue prime non tornano indietro
Il New York Times: nel 2026 Sinner ha giocato 1.229 punti entro quattro colpi, e solo 199 con più di nove colpi. Rispetto al 2025 ha aumentato i punti vinti con la prima del 9%. Alcaraz non riesce (ancora) a stargli dietro

Italy's Jannik Sinner serves to USA's Ben Shelton during their men's singles quarter-final match on day eleven of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 28, 2026. (Photo by DAVID GRAY / AFP)
Se volete intravedere in che direzione va il tennis, basta guardare Jannik Sinner prima e Carlos Alcaraz poi. Le due traiettorie si incrociano in un punto: il servizio. Sinner ha reso evidente la sua inedita superiorità in battuta a Indian Wells e Miami. Una superiorità imbarazzante, a volte. Il pensiero degli avversari era sottinteso: solo questo, gli mancava. Il New York Times ha analizzato con numeri e dati questo nuovo trend. E ha trovato delle deviazioni interessanti.
Sinner tira più forte e più vicino alle linee. “Trova più facile combinare velocità e precisione rispetto ad Alcaraz, che è più basso. La sua combinazione di velocità e precisione è la più devastante tra i primi 10 giocatori del circuito. Questo ha compensato il calo di superiorità di Sinner negli scambi più lunghi. In media, vince il 57% degli scambi che durano nove colpi o più, ma nel 2026 questa percentuale è scesa al 53% (la media dell’intero circuito maschile). Una variazione del quattro percento può sembrare piccola, ma in uno sport in cui i giocatori vincono in media poco più della metà dei punti che giocano, non lo è”.
Il suo gioco da fondo campo “non è peggiorato in modo significativo all’inizio del 2026, e la sua resistenza agli scambi, la combinazione di velocità in linea retta e topspin in salto, e la sua difesa elastica rimangono di altissimo livello, ma i suoi colpi da fondo campo sono apparsi meno penetranti. I dati lo confermano: si è registrata una modesta diminuzione della velocità del suo dritto nel 2026, associata a colpi leggermente più alti sopra la rete, ma anche a un maggior numero di errori”.
“Sinner ha però compensato questo calo con il suo servizio micidiale, che ha portato a un aumento dell’uno per cento dei punti vinti negli scambi tra zero e quattro colpi. Potrebbe non sembrare sufficiente a compensare un calo del quattro per cento, ma lo è, perché gli scambi più brevi sono i più frequenti. Nel 2026 Sinner ha giocato 1.229 punti tra zero e quattro colpi, contro i 199 punti con più di nove colpi”.
Alcaraz nello stesso periodo ha aumentato la percentuale di vittoria negli scambi più lunghi e ha anche migliorato il suo servizio, rendendolo una valvola di sfogo più affidabile sotto pressione, ma il suo approccio al colpo non è lo stesso di quello di Sinner. “Molti giocatori si concentrano sul vincere il punto direttamente con il servizio, ma io a volte cerco solo di eseguire un buon servizio pensando al secondo colpo”, ha detto Alcaraz durante una conferenza stampa a Indian Wells.
E infatti i numeri dicono che 190 delle prime di servizio di Alcaraz non sono tornate indietro (parliamo sempre di 2026), e ha conquistato altri 250 punti con la prima di servizio. Per Sinner, le cifre sono 275 e 204. Questo ha dato a Sinner un vantaggio del 9% nella percentuale di punti vinti con la prima di servizio (così come nella percentuale di punti vinti al servizio in generale), ma la disparità più significativa si riscontra nelle prime di servizio che non tornano indietro: 32% per Alcaraz contro il 49% per Sinner.
Il New York Times conclude così la sua analisi: “Nonostante le continue voci su campi che rallentano (cosa non vera), scambi più lunghi (cosa non vera) e palle più difficili da mandare fuori dal campo (cosa che è successa per un certo periodo), la realtà del tennis maschile d’élite nel 2026 è che il vantaggio al servizio rimane il vantaggio più significativo. Novak Djokovic si è reinventato come specialista del servizio preciso e potente per compensare i limiti fisici emersi nella fase finale della sua carriera. Quando i primi due al mondo si ottimizzano in questa direzione, diventano solo più temibili”.








