Real Madrid-City, Guardiola è rimasto vittima delle proprie idee: sarebbe servito un approccio più prudente

Marca: "I calciatori del Real sono arrivati dalle parti di  Donnarumma tre volte nel primo tempo e hanno segnato tre gol. Pep avrebbe dovuto capire che i Blancos sono una squadra che si sente a suo agio quando ha spazi per correre"

champions Guardiola City

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola reacts on the touchline during the UEFA Champions League, league phase day 4 football match between Sporting Lisbon and Manchester City at the Jose Alvalade stadium in Lisbon on November 5, 2024. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)

Che Guardiola sia stato un innovatore è fuori discussione, ma il calcio, fondamentalmente, offre strade infinite e molteplici sfumature che, se non colte, possono portare a serie difficoltà. Oggi, come sempre, è fondamentale anche adattarsi alle peculiarità della squadra avversaria e, considerando che la squadra avversaria in questo caso era il Real Madrid e non la Cavese, magari sarebbe stato meglio essere più prudenti e non peccare di arroganza. Il punto di Marca.

Guardiola, schiavo delle sue idee

Scrive Marca:

Tutti si aspettavano un Manchester City più prudente al Santiago Bernabéu. Tutti, tranne Pep Guardiola, ovviamente. Preso dal suo calcio e dalle sue idee, l’allenatore spagnolo ha deciso di assumersi dei rischi e si è ritrovato a subire un colpo difficile da digerire.

I calciatori del Real sono arrivati dalle parti di Donnarumma tre volte nel primo tempo e hanno segnato tre gol. Hanno schierato cinque difensori ed è stato difficile trovare spazi.

L’ecosistema perfetto per il Real

Bastava osservare alcuni match del Madrid di questa stagione per intuire da dove sarebbero potuti arrivare i problemi. Non si trattava di chiudersi per arrivare vivi all’Etihad, ma di adottare un approccio più sano e non esporsi così tanto a una squadra che si sente a suo agio quando ha spazi per correre. Un sistema audace, molto alto, che cercava di chiudere la sfida fin dall’inizio, si è trasformato nel loro peggior nemico. 

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