Ma quale crisi, Sinner è più forte di prima: ora sta cercando la versatilità (El Paìs)
El Paìs si rammarica anche per il tempo buttato in questi due anni da Medvedev: "Perché non è stato lui il terzo tassello del puzzle? E come sarebbe il tennis oggi se lo fosse stato?"

Italy's Jannik Sinner attends a press conference after his defeat against Serbia's Novak Djokovic in their men's singles semi-final match on day thirteen of the Australian Open tennis tournament in Melbourne on January 31, 2026. (Photo by WILLIAM WEST / AFP)
Ma quale crisi. “Ciò che ieri sembrava oscuro, avvizzito e bloccato, oggi è fiorente e luminoso”. El Paìs rimette Sinner al centro del villaggio tennistico, bloccando tutti quelli che erano scesi dal carro poco fa e ora provano a risalirci.
Il giornale spagnolo ricorda che in realtà Sinner “non ha mai perso la strada; sta semplicemente sperimentando. Si mette alla prova per migliorarsi. La sua prima vittoria dell’anno arriva una rimonta spettacolare su Medvedev: era sotto 0-4 nel secondo tie-break, ha scatenato una devastante raffica di sette punti. Se qualcuno aveva ancora dei dubbi, eccolo qui”.
Peraltro Medvedev è tornato in questo torneo “implacabile, persino per un giocatore solido, costante e prevedibile come Sinner, solitamente a suo agio negli scambi lunghi, ma forse non così tanto questa volta. Il trentenne russo è tornato in forma e il suo rovescio – la famosa “padella”, per via dell’impugnatura e del colpo, nonché della sua postura non convenzionale – raggiunge angoli e spazi inaspettati. Lo si vede cavalcare quest’onda, e la domanda sorge spontanea: perché non è stato lui il terzo tassello del puzzle? E come sarebbe il tennis oggi se lo fosse stato?”.
Per il Paìs “Sinner rimane lo stesso Sinner che conosciamo e amiamo, quel giocatore implacabile che impone un ritmo forsennato, ma dalla caduta ha fatto un passo avanti. Sta cercando la versatilità, ed è su questo che sta lavorando”.








