L’Italia vince ma è un martirio calcistico, in Bosnia sarà durissima
L'impietosa cronaca di Roncone per il Corriere della Sera: "L'Irlanda del Nord è molto scarsa. Dopo il gol di Kean mucchio glorioso e, nella sua sua teatralità, piuttosto imbarazzante"

Db Bergamo 26/03/2026 - spareggio qualificazioni Mondiali 2026 / Italia-Irlanda del Nord / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: esultanza gol Moise Kean
L’Italia vince ma è un martirio calcistico, in Bosnia sarà durissima
Al Corriere della Sera non si illudono. La vittoria per 2-0 sull’Irlanda del Nord non ha alcun significato particolare. È stata una partitaccia, vinta contro un avversario assai modesto. Ne scrive Fabrizio Roncone nella sua cronaca sempre da gustare:
Va bene, abbiamo battuto l’Irlanda del Nord. Ed è quello che serviva per andare avanti in questi playoff di qualificazione ai Mondiali. Ma è stato un martirio calcistico. In Bosnia sarà durissima. Qui a Bergamo i nostri avversari erano mezzi sconosciuti, scarsi, molto scarsi, e con un allenatore part-time. Eppure gli azzurri hanno faticato tremendamente.
Roncone prova a raccontare la partita soprattutto attraverso le sensazioni e le emozioni che lascia sulla pelle. E di emozioni soprattutto nel primo tempo non ce ne sono state.
Scrive:
In tribuna stampa rimbalza un urlaccio: «Andate all’oratorio!». Ce ne fossero ancora. (…) Con il pubblico di Bergamo, va sottolineato, di una pazienza infinita. Gli unici applausi, per ora, ha potuto scioglierli solo prima del fischio d’inizio. Quando sono stati ricordati Gino Paoli e Beppe Savoldi.
Nemmeno l’1-0 porta serenità.
Prosegue il Corriere della Sera:
Un tizio della tribuna d’onore, che sta qui sotto, si volta e riflette: «Che ci andiamo a fare ai Mondiali?». Sembra il titolo di un editoriale.
Poi c’è un lampo di Kean. Fa quello che gli viene meglio. Parte leggermente spostato sulla destra, salta secco il difensore, e mira nell’angolo basso: è il 2-0. Tonali alza le mani al cielo e crolla in ginocchio, gli si butta addosso Calafiori e un altro che non riconosco. Mucchio glorioso e, nella sua sua teatralità, piuttosto imbarazzante.











