Le squadre inglesi in Champions sono come pugili ubriachi che si picchiano tra loro (Telegraph)

Dominano la fase a gironi e poi arrivano stanchissime quando conta davvero vincere. E' il paradosso di un campionato troppo competitivo

Guardiola guardiolismo, manchester city

Manchester City's Spanish manager Pep Guardiola gestures on the touchline during the English FA Cup final football match between Crystal Palace and Manchester City at Wembley stadium in London, on May 17, 2025. (Photo by Glyn KIRK / AFP)

Alla fine della fase a gironi di Champions Jason Burt aveva scritto sul Telegraph, per sua stessa ammissione, che il dominio della Premier League in Europa era motivo di imbarazzo per la Uefa. Ora, scrive oggi, “la Uefa probabilmente tira un sospiro di sollievo perché sembra che l’imbarazzo ricadrà sulla Premier League”. Perché delle sei squadre inglesi agli ottavi, dopo le partite di andata, “quante di queste arriveranno ai quarti di finale?”, si chiede l’editorialista. “La scommessa più intelligente sarebbe su due, al massimo. Un tasso di fidelizzazione basso per il campionato che si autodefinisce più grande e migliore del mondo, per non parlare dell’Europa”.

Champions amara per le inglesi: i dettagli

Si legge sul Telegraph:

Manchester City, Chelsea e Tottenham devono tutte ribaltare uno svantaggio di tre gol. Per il Liverpool, si tratta di un solo gol, “ma il Galatasaray è una squadra pericolosa e prolifica, come ha scoperto la Juventus. Anche per le squadre che non hanno perso, la situazione è complicata. Il Newcastle è in trasferta a Barcellona, ​​dopo il pareggio, e chi punterà su di loro? L’Arsenal ospita il Bayer Leverkusen dopo aver recuperato un poco convincente e fortunato 1-1 in Germania con un dubbio rigore nel finale”.

“È un ritorno incredibilmente negativo, come se l’Europa avesse aspettato che la Premier League si esaurisse. Lo scenario apocalittico per la Premier League è che vengano tutte eliminate. Non è così improbabile come sembra, il che sarà ancora più grave se si considera che cinque di loro hanno avuto sorteggi apparentemente più facili dopo essersi classificate tra le prime otto della tanto ambita Champions League”.

“Non è una novità. Solo l’anno scorso, tre club inglesi si sono classificati tra le prime otto del nuovo, ampliato e vincente formato del torneo, ma nessuno ha raggiunto la finale e il Paris St-Germain, che si era piazzato al 13° posto, l’ha vinta”.

Il calo primaverile

Lo stesso Burt cita un articolo che aveva scritto a gennaio, che avevamo ripreso anche sul Napolista, nel quale scriveva che gli inglesi sono “leoni d’inverno, agnelli in primavera”. E’ una profezia autoavverante. “Il pericolo è che le squadre inglesi siano già esauste. Di solito succede più avanti nel corso della stagione. Ma improvvisamente gli ottavi di finale sembrano un muro di mattoni insormontabile”.

“Forse la stanchezza interna è sempre stata l’unica speranza per l’Europa e la Uefa contro il dominio della Premier League. Come se pugili ubriachi di pugni si mettessero al tappeto a vicenda per il puro stress fisico di tutto questo. E affrontandosi a vicenda”.

“Non ha senso, al di là dell’ovvio guadagno economico, riempire il campo fino al rettilineo finale (e nemmeno quello) senza essere in grado di dare il massimo”.

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