Conte: “Sono stati sette mesi straordinari, lottiamo per la Champions e abbiamo anche una Supercoppa in più”

A Dazn: "Basta poco per essere risucchiati. Il Napoli dopo lo scudetto è arrivato decimo pur avendo Osimhen, Kvaratskhelia e Zielinski."

Pagelle conte

Napoli's Italian coach Antonio Conte reacts during the Italian Serie A football match between Hellas Verona and Napoli at the Bentegodi Stadium in Verona, northern Italy, on February 28, 2026. (Photo by Piero CRUCIATTI / AFP)

Antonio Conte, allenatore del Napoli, ha parlato ai microfoni di Dazn alla vigilia di Cagliari-Napoli. Ecco le sue parole.

Le parole di Antonio Conte

Il doppio play e quei due fenomeni a supporto di Oigi davanti, che cosa ti aspetti da loro nella partita di oggi?

“Sai, noi stiamo giocando da tantissimo tempo con il doppio play. Nel momento in cui siamo passati al 3-4-2-1, i due centrocampisti agiscono comunque entrambi da play. Poi abbiamo dovuto adattare, per esigenze diverse, vari giocatori come Elmas e anche Scott, che ha fatto benissimo in quella posizione. Oggi c’è la possibilità di avere a disposizione sia Lobotka che Gilmour. L’idea è quella di fare la partita, avere il pallone e mettere qualità in campo.”

Mister, posso chiederle quanto cambierebbe la percezione di questa stagione tra arrivare secondo e arrivare terzo? Perché a fini pratici la qualificazione Champions è uguale, ma quanto conta davvero il piazzamento?

“Partiamo dal presupposto che, secondo me, quello che abbiamo fatto in questi sette mesi è straordinario, considerando la grande emergenza: siamo rimasti sempre nelle prime posizioni di classifica. Questa è la cosa più importante. Adesso ci giochiamo un posto in Champions, che non è scontato per nessuno: basta una o due cadute e vieni risucchiato. Quindi dobbiamo fare attenzione e cercare di raggiungere un obiettivo che, vista la stagione, avrebbe grande importanza. In più abbiamo anche una Supercoppa vinta: mi auguro sempre un trofeo e la qualificazione Champions per il Napoli ogni anno.”

Una stagione così, con tutto quello che ha detto, non rende comunque il secondo posto un valore aggiunto rispetto al terzo? Anche per il percorso fatto dopo lo scudetto e le difficoltà affrontate?

“Sicuramente sì. Non dimentichiamo che il Napoli è arrivato decimo dopo lo scudetto e aveva in squadra giocatori come Osimhen, Kvaratskhelia e Zielinski, e gran parte di quelli che ci sono ancora oggi. Non sono stati venduti a 80 milioni, quindi si è perso tanto a livello economico e tecnico. Questo fa capire quanto sia difficile il campionato italiano: dopo uno scudetto, puoi anche finire decimo. Per questo non bisogna sottovalutare quello che stiamo facendo. Siamo lì a combattere, possiamo crollare come restare in alto. Mancano nove partite, dobbiamo restare concentrati e recuperare i giocatori al meglio: non basta dire che sono rientrati, devono tornare al 100%.”

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