Chelsea, dal profondo blu al profondo rosso è un attimo: i dati Uefa indicano una perdita monstre (407 milioni di euro) nel 2024-25
Il Telegraph: "Il rapporto mostra come la rosa del Chelsea lo scorso anno fosse la più costosa mai assemblata nella storia del calcio, con un costo totale dei trasferimenti di 1,5 miliardi di sterline"

Chelsea's US owner Todd Boehly looks on ahead of kick off in the English Premier League football match between Chelsea and Manchester United at Stamford Bridge in London on October 22, 2022. (Photo by Glyn KIRK / IKIMAGES / AFP)
Il Chelsea si trova al centro dell’attenzione finanziaria europea dopo la pubblicazione dei dati Uefa che indicano una perdita monstre nella stagione 2024‑25. Il punto del Telegraph.
Chelsea, più che profondo blu è un profondo rosso
Si legge sul Telegraph
È passata appena più di una settimana da quando sono emersi i dati che mostrano come, per quanto riguarda l’Uefa, il Chelsea abbia perso una cifra sbalorditiva di 407 milioni di euro (354 milioni di sterline) la scorsa stagione.
La questione principale riguarda se il club abbia rispettato le regole finanziarie della Premier League e dell’Uefa, le seconde delle quali sono state violate per il periodo 2022-24.
Stipendi in aumento, costi in aumento, ricavi in calo
Il rapporto della Uefa mostra come la rosa del Chelsea lo scorso anno fosse la più costosa mai assemblata nella storia del calcio, con un costo totale dei trasferimenti di 1,5 miliardi di sterline.
Questo si rifletteva anche in una spesa salariale di 387 milioni di sterline, secondo il rapporto, 44 milioni in più rispetto alla stagione precedente. Allo stesso tempo, i ricavi erano i più bassi tra i cosiddetti “Big Six”, con 511 milioni di sterline, generando un rapporto stipendi/ricavi del 76%, il più oneroso tra questi club.
Assenza dalla Champions League e stadio piccolo
Il fatto che i ricavi del Chelsea non siano stati sufficienti a coprire i costi è dovuto in parte alla mancata qualificazione alla Champions League della scorsa stagione. I ricavi dai biglietti rimangono 28 milioni di sterline inferiori al club successivo, il Liverpool, evidenziando il problema dello stadio del Chelsea, solo l’11° più grande della Premier League.
Tattiche per rispettare le regole finanziarie
Il club ha in passato preso misure estreme per rispettare i limiti Psr (Profit & Sustainability Rules della Premier League), che consentono perdite di massimo 105 milioni di sterline in tre anni. Dopo l’acquisizione da parte di BlueCo Holdings per 4,25 miliardi di sterline, che ha ereditato una perdita annua di 121,3 milioni di sterline – dovuta in gran parte alle sanzioni imposte all’ex proprietario Roman Abramovich – il Chelsea ha iniziato a firmare contratti lunghissimi, come quelli di Enzo Fernández e Mykhailo Mudryk, per ridurre l’impatto immediato delle spese di trasferimento.
Il Chelsea era sulla strada per registrare perdite di 166,4 milioni di sterline, ridotte a 89,9 milioni dopo la vendita degli hotel Millennium e Copthorne a una società sorella. In questo modo hanno rispettato le regole Psr, anche se non quelle Uefa, che vietano l’uso di tali operazioni per bilanciare i conti.
Altre operazioni simili hanno riguardato la vendita della squadra femminile e di altre sussidiarie per 198,7 milioni di sterline alla società madre, consentendo di riportare un utile di 128,4 milioni invece di una perdita di 70,3 milioni.











