Il Kimi Antonelli della Ferrari si chiama Bearman, e lui lo sa: “Sono già pronto”
L'Intervista del Telegraph al talento della Haas che prima o poi sostituirà Hamilton: "Verstappen è il migliore di tutti"

Melbourne (Australia) 24/03/2024 - gara F1 / foto Panoramic/Image Sport nella foto: Oliver Bearman ONLY ITALY
La Ferrari ha già un pilota “mostruoso” e non lo sa. Oppure lo sa, ma lo sta facendo decantare, come si fa con i giovani da noi. Oliver Bearman sta andando alla grande con la Haas, di lì il “mostruoso” che gli attribuisce il Telegraph: ha conquistato tutti i 17 punti della Haas in questa stagione, incluso un impressionante quinto posto nell’ultimo Gran Premio di Cina, dove è arrivato secondo dietro solo a Mercedes e Ferrari. Il ventenne è quinto nella classifica piloti, davanti a Lando Norris, campione del mondo in carica della McLaren, e a Max Verstappen. Insomma, potrebbe essere il nostro Antonelli, non fosse che Antonelli comunque già un po’ nostro.
“SONO PRONTO”
Viene dalla Ferrari Young Driver Academy, e lì vuole finire, racconta al Telegraph: “Certo che mi sento pronto. Penso che se non mi sentissi pronto a lottare per le prime posizioni, non dovrei presentarmi in pista. Mi sento assolutamente pronto per i podi e per le vittorie”.
Bearman ha già debuttato nel 2024 con la Ferrari, a soli 18 anni, in Arabia Saudita, quando subentrò all’ultimo minuto a Carlos Sainz, che si stava sottoponendo a un’appendicectomia, e concluse la gara al settimo posto. “Il punto di svolta per me è stata la pausa estiva. Con il mio manager, il mio allenatore e il mio fisioterapista ci siamo seduti e abbiamo analizzato tutto quello che era successo. All’inizio si improvvisa un po’. Credo di aver affrontato il weekend con metodo e di aver capito esattamente cosa ogni sessione richiedesse da me”.
“VERSTAPPEN E’ IL MIGLIORE”
Dice che la lezione più importante che ha imparato è stata la pazienza. “Max Verstappen è, secondo me, il migliore che abbiamo in F1 al momento. Fin dal primo giro delle FP1 è lì. Ma per me, il punto di svolta, credo, è stato capire che non sarei andato in pista e avrei fatto lo stesso primo giro delle FP1 di quei ragazzi, o nemmeno del mio compagno di squadra. Il mio compagno di squadra è in F1 da otto o nove anni. Io non ho quel livello di esperienza. Mi concedo metà della sessione per imparare il circuito, la macchina, l’assetto. Darmi questa possibilità mi ha sicuramente aiutato.”
Secondo chi è vicino a Bearman, la decisione della Ferrari di richiamare Pierluigi “Gigi” Della Bona, un preparatore che lavorava con Sainz a Maranello e che ha seguito lo spagnolo alla Williams, e di affiancarlo a Bearman, ha avuto un grande effetto. Non solo sulla forma fisica di Bearman, ma anche sul suo stato d’animo.
“Non credo che Lewis mi veda come una minaccia, questo è certo. È il pilota più titolato di sempre nel nostro sport. Un modello per tutti noi. Al momento la mia attenzione è completamente rivolta alla Haas. Credo davvero che quest’anno, con i nuovi regolamenti, abbiamo l’opportunità di fare qualcosa di veramente importante. Ma ovviamente, sono qui solo grazie alla Ferrari. La Ferrari si è fidata di me e mi ha supportato fin dall’inizio. E il mio obiettivo più grande, a lungo termine, è indossare una tuta rossa e correre con loro. Mentirei se dicessi il contrario”.










