Vergara e Dimarco: due esempi di talenti italiani che hanno dovuto faticare perché nessuno credeva in loro (Adani)

Sul CorSera: Vergara ha avuto bisogno degli infortuni altrui, Dimarco ha dovuto aspettare anni di prestiti per essere arruolato nell'Inter stabilmente; Bartesaghi gioca anche perché Estupinan è stato un flop

Napoli's Italian midfielder #26 Antonio Vergara fights for the ball with Roma's Italian midfielder #61 Niccolo Pisilli during the Italian Serie A football match between SSC Napoli and AS Roma at the Diego Armando Maradona Stadium in Naples on February 15, 2026. CARLO HERMANN / AFP

I giovani in Italia, in Serie A, fanno fatica a guadagnarsi un posto in prima squadra da protagonisti (o anche solo personaggi secondari). A meno che non ci siano infortuni o flop da parte dei titolari. Antonio Vergara è un esempio tra questi (ha 23 anni, non è proprio giovane giovane), che è riuscito a trovare spazio nel Napoli dopo l’infortunio di Neres. L’unica eccezione resta Francesco Pio Esposito. Che però se fosse arrivato Lookman, aggiungiamo noi, chissà dove sarebbe finito.

Scrive Lele Adani sul Corriere della Sera:

Il caso di Antonio Vergara, brillante protagonista delle ultime uscite del Napoli, è la fotografia perfetta di come viene gestito in Italia il talento: spunta qua e là per caso e non grazie a una seria programmazione delle società. A inizio stagione Antonio Conte è chiaro: «Voglio che Vergara rimanga». È ovvio che non sarà la prima scelta offensiva della squadra ma il tecnico intravede possibilità di fargli giocare minuti di qualità. Il classe 2003, quindi giovane ma non giovanissimo, ha alle spalle un’etichetta di grande talento. Si direbbe che nessuno ci abbia creduto troppo. Un caso? No, la regola. Federico Dimarco, milanese e stella del settore giovanile dell’Inter, fa il debutto in Serie A a fine stagione 2014/15 e poi realmente si impone da titolare a partire dal 2021, dopo un percorso accidentato che passa tra Svizzera, Parma e Verona, con i nerazzurri che rischiano di perderne persino il controllo.

Davide Bartesaghi viene invece aggregato ai grandi dopo la Primavera ma non ritenuto pronto, viene esiliato nel Milan Futuro in C e solo quest’anno grazie a prestazioni deludenti di Estupinan e alla fiducia di Allegri, si guadagna titolarità e attenzioni. Un’infinità di casi e probabilmente una sola vera eccezione, Pio Esposito. 

Prosegue Adani:

È mai possibile che, negli ultimi lustri, con Vergara solo come ultimo esempio, dobbiamo attendere qualche infortunio altrui, sperare in prestazioni sottotono di sbandierati acquisti o in errate valutazioni di club acquirenti per ottenere un po’ di fiducia nei nostri ragazzi e vederli giocare per davvero in una serie A competitiva?  

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