Se ti fischiano, giochi male. E gli spettatori in Premier sembrano non essere più così pazienti
Nelle ultime partite Tottenham, Arsenal e West Ham hanno fatto i conti con un pubblico che sosteneva o fischiava in base al risultato, incidendo sul rendimeto dei giocatori. (The Athletic)

Everton fans greet the arrival of their team bus ahead of the English Premier League football match between Everton and Newcastle United at Goodison Park in Liverpool, north-west England on April 27, 2023. (Photo by Oli SCARFF / AFP)
Non c’è un bel clima sugli spalti tra gli spettatori della Premier League. Al Tottenham come all’Arsenal, fischi, tensioni e cambi d’umore del pubblico raccontano una frattura emotiva che si riflette anche in campo. Allenatori e psicologi sottolineano quanto l’atteggiamento dei tifosi possa incidere su fiducia, lucidità e coraggio dei giocatori, in una fase della stagione in cui la pressione cresce e ogni dettaglio può fare la differenza. Ne scrive The Athletic.
Tottenham, Arsenal, West Ham, fischi e frustrazione
“L’atmosfera al Tottenham Hotspur Stadium è stata differente a seconda dell’andamento del match. Con la squadra di Thomas Frank sotto 2-0 contro il Manchester City di Pep Guardiola domenica, il pubblico di casa ha fatto sentire il proprio malcontento con una bordata di fischi all’intervallo. Quarantacinque minuti dopo, gli stessi tifosi hanno spinto il Tottenham nella speranza di un clamoroso gol vittoria”.
“La sconfitta dell’Arsenal per 3-2 contro il Manchester United del 25 gennaio è stata la prima in casa in tutta la stagione, ma quella domenica all’Emirates Stadium la tensione e la frustrazione erano evidenti. Al fischio finale si sono sentiti anche dei fischi”.
“Nuno Espírito Santo ha espresso preoccupazioni per l’atmosfera allo stadio durante le partite casalinghe, dopo che il suo West Ham United ha perso 2-0 contro il Brentford in ottobre”.
Il parere dello psicologo
“Dan Abrahams, psicologo sportivo di fama mondiale che ha lavorato con alcuni dei più grandi nomi del calcio, conosce fin troppo bene l’impatto che la tensione tra gli spettatori può avere su ciò che accade in campo. Abrahams spiega a The Athletic: «Numerosi casi di studio dimostrano che il comportamento del pubblico può assolutamente influenzare i giocatori. Quando passi del tempo con i giocatori e parli con loro di questo tema, c’è chi dice che non sente nulla (dagli spalti), che è concentrato sulla partita; chi sente ma non ne è influenzato; e chi sente ed è influenzato. Siamo programmati per cogliere segnali, quindi guardiamo attorno a noi e giudichiamo cosa pensano gli altri di noi. In un contesto calcistico, questo può essere la folla: la tensione sugli spalti può assolutamente diventare tensione in campo. Le sensazioni sul terreno di gioco possono distrarre i giocatori ed evocare ansia e una risposta allo stress. Possono incidere sulla coordinazione tecnica, sulla consapevolezza tattica, sull’anticipazione, sul processo decisionale — tutti aspetti fondamentali»”.
L’atmosfera negativa che impatto può avere?
” Abrahams spiega che le tre parole più appropriate sono «esitazione, inibizione e passività», che possono portare a «competere con un basso livello di intenzionalità». «L’intenzionalità è lo stile con cui esegui le tue azioni», dice Abrahams. «Un basso livello di intenzionalità tende a manifestarsi in esitazione, inibizione e una certa passività». Un alto livello di intenzionalità, aggiunge Abrahams, si tradurrebbe in «più energia», «maggiore determinazione» e giocatori «positivi e proattivi». «Ma i giocatori possono anche nascondersi un po’», conclude. «Non trovano spazio, non coprono lo spazio, non vogliono necessariamente la palla, oppure non sono disposti a giocare il passaggio coraggioso»”.









