Infantino pro Russia: “La Fifa non dovrebbe mai vietare a un Paese di giocare a calcio per le azioni dei suoi leader politici”
Sul Paìs. Il ministro dello Sport ucraino, Matvii Bidnyi, ha definito i suoi commenti “irresponsabili” e “infantili”

Mosca (Russia) 15/07/2018 - finale Mondiali di calcio Russia 2018 / Francia-Croazia / foto Imago/Image Sport nella foto: Vladiri Putin-Gianni Infantino ONLY ITALY
Il presidente della Fifa, Gianni Infantino, ha affermato di voler revocare il divieto di quattro anni imposto alla Russia di partecipare ai tornei internazionali. I club russi e la nazionale sono stati sospesi dalle competizioni Fifa e Uefa da quando il Paese ha invaso l’Ucraina nel febbraio 2022. Ne parla oggi El Pais.
Ha dichiarato Infantino a Sky Sport:.
“Questo divieto non ha ottenuto nulla, ha solo generato maggiore frustrazione e odio. Permettere a bambini e bambine russi di giocare a calcio in altre parti d’Europa sarebbe di grande aiuto. La Fifa non dovrebbe mai vietare a un Paese di giocare a calcio per le azioni dei suoi leader politici”.
Infantino per la Russia
Infantino ha anche sottolineato come al calcio vengano richieste misure che non vengono adottate né dalla politica, né dalla diplomazia mondiale, né dal mondo imprenditoriale:
“Non c’è mai un appello al boicottaggio da parte delle aziende o a livello diplomatico. Allora perché il calcio?”.
Le dichiarazioni di Infantino arrivano alla vigilia della ripresa dei colloqui trilaterali tra Russia, Ucraina e Stati Uniti, previsti per giovedì e venerdì di questa settimana ad Abu Dhabi, con l’obiettivo di raggiungere un accordo di pace nella guerra che coinvolge i due Paesi dell’Europa orientale. Il ministro dello Sport ucraino, Matvii Bidnyi, ha definito i commenti di Infantino “irresponsabili” e “infantili”. Parole riportate dagli spagnoli de El Pais.
Infantino ha inoltre difeso la decisione della Fifa di assegnare un premio per la pace al presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, durante il sorteggio dei Mondiali del 2026:
“Tutto ciò che possiamo fare per contribuire alla pace nel mondo, dovremmo farlo, ed è per questo che da tempo pensiamo di premiare chi fa qualcosa. Oggettivamente, lui (Trump) se lo merita”.










