Gasperini: “Il rigore di Genoa-Napoli? Il calcio non lo si può ridurre al rubacchiare un rigore o un cartellino”

In conferenza: "Gli episodi riguardano tutti. Come allenatori, dobbiamo fermarci e riflettere. In alcune squadre iniziano a esserci figure che aiutano a simulare, a cadere se ci si sente toccati"

Gasperini

Dc Roma 10/01/2026 - campionato di calcio serie A / Roma-Sassuolo / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Gianpiero Gasperini

In vista della sfida al Cagliari molto significativa per la zona Champions, è intervenuto in conferenza stampa Gian Piero Gasperini. La Roma tenta di superare la sconfitta di Udine e di tenersi al passo di Napoli e Juventus (domenica prossima, 15 febbraio, ci sarà Napoli-Roma ndr). Di seguito quanto dichiarato in un estratto significativo.

Gasperini: “Totti lo faccio giocare subito! Zaragoza è pronto, non voglio inserirlo troppo velocemente”

“Lo faccio giocare subito Totti (ride, ndr). Zaragoza ha giocato con buona frequenza, ha una discreta condizione, bisogna inserirsi e conoscere i compagni. Domani è disponibile, non ho ancora deciso se dal primo minuto, ma voglio inserirlo velocemente”.

Che idea si è fatto di quello che è successo al Genoa, visto che anche la Roma è stata interessata da episodi così?

“Gli episodi riguardano tutte. Quindi non è una questione che riguarda il favore di uno o di un altro. Penso che, come allenatori, dobbiamo fermarci un attimo e riflettere su quello che è la nostra voce nel mondo del calcio, perché la penso esattamente come te, come Daniele e come tutti gli altri presenti. Non è possibile che questo tipo di calcio non piaccia a noi e probabilmente non piaccia neanche al pubblico. C’è davvero una grande confusione: è bruttissimo vedere partite condizionate da cartellini strani e da rigori che non vengono visti. Si parla tanto, ma poi assistiamo a simulazioni evidenti, a giocatori che si mettono le mani in faccia quando vengono appena toccati, a panchine che saltano per aria, che cominciano a provocare e ad attaccare gli arbitri. Probabilmente dobbiamo essere anche noi allenatori a cercare di fare qualcosa di utile. Ci sono squadre che iniziano ad avere persone strane che entrano nel mondo arbitrale e insegnano ai giocatori come restare a terra, come rimanere giù se vengono toccati, aspettare che finisca l’azione quando la palla viene respinta di testa e poi restare a terra. Il gioco del calcio dovrebbe essere qualcosa di leale, invece così si allontana dallo sport. Cercare di fregare un cartellino, un rigore, un’ammonizione o un cartellino rosso è distante da tutti gli altri sport. L’ho visto nel rugby, che è bellissimo per spirito. Il calcio è diverso, ci sono grandi interessi c’è la necessità di fare risultati, però dobbiamo far cambiare questo tipo di sistema, che è veramente penalizzante per il nostro sport e anche per noi. Trovo grave ridurre questo sport al rubacchiare”.

La Roma ha sempre dimostrato solidità, anche nelle sconfitte e nel post. Si aspetta la stessa cosa?

“Ancora di più, quello che cerchiamo di fare è affrontare ogni partita cercando di risolvere ogni partita. Sono state tutte partite difficili fino ad ora, tante di grande difficoltà anche numerica. Abbiamo perso parecchi giocatori, ricordo Lecce, Atene, in una situazione a volte anche numerica. Hanno esordito ragazzi come Romano, Arena, ha giocato sempre Vaz quando disponibile, anche Venturino, nonostante questo abbiamo fatto un percorso difficile con defezioni ma con grande spirito. Ora ci siamo conquistati la possibilità di giocare a marzo in Europa League, abbiamo un mese di normalità, cerchiamo di recuperare il più possibile giocatori fondamentali, ma l’intenzione è sempre presentarci come abbiamo fatto finora”.

Sui rinnovi

“Le trattative sono dovute essenzialmente a una diversa posizione economica: non posso stare in mezzo. La società ha esigenze, i giocatori ne hanno altre. Non dipende dal valore dei ragazzi in questione, ma dal lato economico. Sarà una difficoltà, ma conto molto sui giocatori. Non è facile arrivare a fine stagione con 4 giocatori in scadenza e 2 in prestito, sono tanti… Ma conoscendoli, credo che avremo sempre le motivazioni forti per portare avanti il percorso che abbiamo fatto fino a oggi. Sono ragazzi attaccati alla Roma”.

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