Donnarumma non è più solo il grande portiere tra i pali, Guardiola ne difende il gioco coi piedi (Athletic)

Contro il Liverpool una parata da urlo, "costruita sulla disciplina più che sulla disperazione". Guardiola: "Quando ha la palla tra i piedi, dipende anche da come si muovo gli altri"

Donnarumma

Manchester City's Italian goalkeeper #25 Gianluigi Donnarumma keeps goal during the English Premier League football match between Manchester City and Manchester United at the Etihad Stadium in Manchester, north west England, on September 14, 2025. (Photo by Oli SCARFF / AFP)

La grande parata di Gigio Donnarumma su Alexis Mac Allister nel finale di Liverpool-Manchester City fa parlare da giorni. Tuttavia, i media si chiedono ancora se il portiere ex Psg sia l’uomo giusto per il gioco di Pep Guardiola.

Athletic scrive:

Per quanto il gol di Haaland abbia deciso la partita, lo ha fatto anche quella parata. Donnarumma nonostante la deviazione del tiro, è saltato, si è allungato e ha respinto il pallone con un gran colpo. Ha esultato per il suo intervento. “Ha messo una forza incredibile nel salto. Sì, davvero molto bravo”, ha dichiarato Guardiola. L’esperto di portieri, Matt Pyzdrowski, ha commentato: “Le deviazioni sono particolarmente complesse per i portieri, comprimono il tempo di reazione e distorcono la visione, costringendo spesso a scegliere in anticipo o a tirare a indovinare. Donnarumma è rimasto compatto e in equilibrio, ginocchia flesse, peso centrato e, soprattutto, è atterrato atterrando sugli avampiedi pronto a reagire. Quando la deviazione ha cambiato la traiettoria, ha fatto un micro-passo per ristabilire l’equilibrio e ha generato una spinta pulita nel tuffo. L’esecuzione è stata decisa e il risultato controllato, una parata costruita sulla disciplina più che sulla disperazione”.

Sostituire Ederson con Donnarumma è stata una scelta netta. L’italiano e il suo entourage respingono con forza l’idea, piuttosto diffusa, che non sia “bravo con i piedi”. Lo fa anche Guardiola: “Vi sbagliate”. Su Donnarumma e James Trafford, arrivato anch’egli in estate, ha detto: “Gigio, come James, non ha la qualità del lancio lungo, come nessun altro portiere al mondo. Sul corto è davvero bravo, per decisioni e compostezza. Se dai la palla a loro, allora è un loro problema, giusto? E gli altri? Come si muovono per creare la giusta struttura, liberare l’uomo, il lancio lungo? Gigio fa la sua parte. La fa bene. Sono gli altri che non la fanno bene”.

All’interno del club, Gigio è considerato una persona amichevole ma riservata, che tende a stare per conto suo. Come molti giocatori del City, ha un fisioterapista personale con accesso alle strutture del club e trascorre molto tempo sul tappetino del pilates per recuperare tra una partita e l’altra. Nonostante la sua stazza, non ha sempre comandato bene la propria area, e all’inizio della carriera preferiva lasciare ai difensori il compito dei palloni alti. Come osserva Pyzdrowski, su questo aspetto c’è stato un grande cambiamento: “In questa stagione è stato molto più proattivo, offensivo e coraggioso. Magari non blocca tutto, ma si impegna alleviare la pressione. Contro il Liverpool, questa disponibilità è stata decisiva”. Ha compiuto una serie di parate straordinarie in questa stagione, soprattutto nei momenti di maggiore pressione.

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