Napoli, gli infortuni non siano un alibi per una Champions fallimentare (The Athletic)
Il calendario non era proibitivo, Athletic ricorda le pessime prove contro Psv, Eintracht, Copenaghen. E sottolinea gli errori di mercato

Napoli's Italian coach Antonio Conte looks on ahead of the Italian Serie A football match between Napoli and Como at the Diego Armando Maradona stadium in Naples, on November 1, 2025. (Photo by Alberto PIZZOLI / AFP)
The Athletic non salva il Napoli e la sua Champions. La fotografia? Il rigore che Juan Jesus ha concesso al Chelsea ha reso tutto più complicato esattamente come era successo contro il Copenaghen. Va bene gli infortuni, ok le limitazioni imposte al Napoli nel mercato di gennaio, ma come si spiegano i sei gol presi ad Eindhoven, la partita molle contro Eintracht e Copenaghen ed altri svarioni? Poi il resto lo hanno fatto gli infortuni. Questa l’analisi del quotidiano newyorkese.
“Alla vigilia della partita decisiva di Champions League del Napoli contro il Chelsea, Antonio Conte ha detto che al peggio non c’era mai fine. Quando Juan Jesus ha concesso un altro rigore pesantissimo, come era già successo a Copenaghen una settimana prima, la sensazione è tornata a farsi strada. Come avrebbe potuto reagire il Napoli? Gli infortuni hanno devastato questa squadra, riducendola a ossa così magre che una nonna napoletana avrebbe fatto fatica a tirarci fuori anche solo un brodo.
“È stato un girone di Champions sfortunato per il Napoli. Di Lorenzo, il capitano, è stato espulso dopo 20 minuti nella gara d’esordio, in trasferta contro il Manchester City. A Eindhoven il Napoli era passato in vantaggio, salvo poi subire un autogol di Buongiorno che ha dato fiducia al Psv. Sul 3-1 la partita era ancora aperta, finché Lucca non è stato espulso. Da lì il match è scivolato via ed è finito 6-2. Questo ha reso il Napoli prudente, troppo prudente, quando l’Eintracht Francoforte si è presentato al Maradona: un avversario che aveva incassato cinque gol dal Liverpool e altri cinque dall’Atletico Madrid. Il Napoli non è andato oltre lo 0-0”.
Prosegue The Athletic sugli infortuni
“Gli infortuni hanno senza dubbio indebolito il Napoli. I casi di Lang e Lucca, in particolare, sollevano interrogativi anche sul mercato, perché nessuno dei due è riuscito a sostituire Khvicha Kvaratskhelia o giocatori come Giacomo Raspadori e Giovanni Simeone. Un attacco già timido è stato lasciato diventare ancora più fragile. Espulsioni e rigori sciocchi hanno solo aggravato una situazione già compromessa”.
“Questo non è stato il Napoli che Conte aveva immaginato ad agosto: un fluido 4-1-4-1 con De Bruyne, McTominay e Lobotka in sintonia alle spalle di Lukaku. Non è stata nemmeno la convincente «seconda squadra» vincitrice della Supercoppa, costruita con Lang, Neres o Eljif Elmas ai lati di Hojlund che almeno è in doppia cifra stagionale. Ma, al netto di City e Chelsea, il calendario di Champions non è stato nemmeno un girone infernale: Benfica e Sporting non sono in testa al campionato portoghese; il Francoforte è ottavo in Germania ed è senza vittorie da sette partite in tutte le competizioni. Se si considerano alcune delle squadre che hanno raggiunto i play-off — Bodo-Glimt, Qarabag, Club Brugge e Olympiacos — il Napoli non può che provare un profondo rimpianto”.











