L’israeliano Solomon è il nuovo Rosenthal? A Firenze il segretario di Sinistra Italiana: «Non sei il benvenuto»

Come ampiamente prevedibile, si accende la polemica politica per il nuovo calciatore della Fiorentina. Ci pensa il segretario provinciale di Sinistra Italiana. Nel '90 a Udine le scritte a Rosenthal: “via gli ebrei dal Friuli”

Israel's forward #10 Manor Solomon gives a press conference on the eve of the 2026 World Cup qualifiers Europe zone group I football match between Italy and Israel in Udine, northern Italy, on October 13, 2025. Stefano RELLANDINI / AFP

L’israeliano Solomon è il nuovo Rosenthal? A Firenze il segretario di Sinistra Italiana: «Non sei il benvenuto»

Com’era ampiamente prevedibile, è scattata la polemica per il nuovo colpo della Fiorentina. Il primo della gestione (per ora ufficiosa) di Paratici. La Fiorentina ha annunciato l’arrivo di Manor Solomon, esterno d’attacco, israeliano, in passato al centro di critiche anche tra i tifosi del Villarreal che lo ha ceduto in prestito. Scrisse: “L’esplosione dell’ospedale di Gaza è senza dubbio colpa del lancio fallito di un razzo da parte della Jihad islamica. Uccidono il loro stesso popolo e danno la colpa a Israele”.

Il 7 ottobre 2023, giorno dell’attacco di Hamas a Israele con oltre 1.200 morti (da qui i bombardamenti israeliani), scrisse, in un messaggio più ampio:

“Negli ultimi due giorni il mio Paese, la mia famiglia, i miei amici e il mio amato popolo hanno vissuto un inferno. Oltre 800 israeliani sono stati uccisi. Migliaia di missili e razzi sono stati lanciati contro civili innocenti! Hamas non sta facendo e non ha mai fatto niente a favore del popolo palestinese. Hamas è un’organizzazione terroristica con un’unica missione: spazzare via gli ebrei dal pianeta. Sostenerli significa sostenere il terrorismo. Israele ha il diritto di difendersi! Pregate per Israele”.

Ad aprire la polemica politica ci ha pensato Jacopo Madau, segretario provinciale di Sinistra italiana, Assessore alla cultura, lavoro e politiche giovanili di Sesto Fiorentino. In un post ha scritto: «Non sei il benvenuto a Firenze».

Ha poi aggiunto:

«È stato appena ufficializzato l’arrivo del calciatore israeliano Solomon alla Fiorentina. Sia che venga considerato uno degli ultimi o meno, chi non ha mai nascosto il proprio sostegno alle politiche genocidarie di Netanyahu non è il benvenuto a Firenze e non può rappresentare né la nostra città né la Fiorentina.»

Il segretario ha poi aggiunto, in risposta ai commenti social:

«Verremo fischiati in ogni campo anche solo per la presenza di un sionista, anche sportivamente è una mossa stupidissima. La politica è mischiata con tutto. La scelta di fare fuori (giustamente) la Russia dalle competizioni sportive e di non muovere un dito contro Israele (nonostante i crimini di guerra) è estremamente politica. Come quella diSolomon di non dire niente contro un genocidio. Lo sport ha senso se trasmette anche valori ed etica.

Ci sono post e dichiarazioni in cui difende l’operato del governo giustificando le azioni militari con il diritto di Israele a difendersi. Poi, al di là di post e dichiarazioni, per quanto mi riguarda anche semplicemente il silenzio mentre il tuo stato uccide decine di migliaia di civili significa appoggiare il genocidio».

A polemica politica aperta, sono intervenuti il consigliere di Fratelli d’Italia Alessandro Draghi e il Capogruppo di Fratelli d’Italia a Sesto Fiorentino Stefano Mengato:

«Essere cittadino israeliano non è una colpa. L’assessore Jacopo Madau, che ha espresso critiche territoriali, sul calciatore acquistato dalla Fiorentina Manor Salomon pensi ai problemi di Sesto Fiorentino. Sull’aeroporto possiamo pensarla diversamente ma non litighiamo sulla Fiorentina dove, in questo momento, serve solo unità per salvarsi. Che colpa potrà mai avere un ragazzo di 26 anni sul genocidio a Gaza? La guerra divide, lo sport, invece, unisce. E questo lo dovrebbe sapere anche l’assessore alla cultura di Sesto Fiorentino. Un benvenuto alla Fiorentina a Salomon ed a tutti coloro che arriveranno nel mercato di gennaio».

Mentre Alberto Locchi (Capogruppo Forza Italia a Firenze) ha commentato:

«Salutiamo con affetto Solomon come nuovo giocatore viola come abbiamo sempre fatto nei decenni con tutti i nuovi arrivati nella nostra squadra. Chi vuol mischiare la politica col calcio lo fa solo a scopo strumentali. Tanti sono i giocatori di calcio che, nella nostra storia, non hanno avuto problemi ad esternare le loro ideologie ma la casacca viola, se indossata con orgoglio e se a fine partita è intrisa di sudore, deve piallare ogni ideologia. Questo è il calcio sennò è la fine!».

È intervenuto anche il consigliere di Italia Viva – Casa Riformista Francesco Casini:

«Le affermazioni dell’assessore Jacopo Madau sono gravi, incompatibili con il ruolo istituzionale che ricopre. Si sta parlando di un calciatore professionista, e va chiarito subito che qui non c’entra il calcio, non si discute di qualità tecniche o sportive: a questa persona viene di fatto attribuita un’unica “colpa”, quella di essere israeliano. Questo è un terreno pericolosissimo, che nulla ha a che fare con la pace, con il dialogo o con una critica legittima alle politiche di un governo.

Se si accetta l’idea che una persona venga esclusa, delegittimata o dichiarata “non benvenuta” per la propria nazionalità o origine, allora si apre la strada a una spirale di discriminazione che richiama pagine nere della nostra storia. È un antisionismo che rischia di trasformarsi in odio identitario e che le istituzioni non possono in alcun modo avallare».

Leggi anche: Rosenthal “via gli ebrei dal Friuli”: «A Udine mi fecero un piacere, pochi mesi dopo andai al Liverpool»

L’inquietante precedente di Rosenthal

Manor Solomon, nuovo acquisto della Fiorentina, incarna nel calcio italiano la complessità e le tensioni che accompagnano chi, come lui, si dichiara apertamente sionista e sostenitore di Israele. Dopo l’esperienza travagliata al Villarreal, dove le sue posizioni pubbliche sul conflitto israelo-palestinese hanno scatenato proteste e accuse, Solomon si trova ora al centro di polemiche a Firenze.

Non è un fenomeno nuovo nel mondo dello sport. Basti pensare alla vicenda di Ronny Rosenthal, negli anni ’90 quasi tesserato dall’Udinese, ma bloccato da scritte antisemite e da una motivazione ufficiale di problemi fisici mai confermati, che lo costrinsero a emigrare in Inghilterra, dove iniziò una carriera di successo con il Liverpool. Come Rosenthal, anche Solomon vive oggi una realtà in cui la sua identità e le sue convinzioni politiche diventano bersaglio di tensioni, manifestazioni e discriminazioni, dentro e fuori dal campo.

Correlate