Honnold stanotte rischierà la vita in diretta su Netflix: «Mi alleno tantissimo per non morire»
Il più forte arrampicatore del mondo senza corde scalerà (alle 2 del mattino in Italia) il Taipei 101, un grattacielo di 101 piani a Taiwan. L'intervista al New York Times

Alex Honnold, stanotte, potrebbe morire in diretta streaming. Il più forte arrampicatore del mondo in “free solo” – ovvero senza nessun tipo di corda di sicurezza – che ha vinto un Oscar per il documentario che racconta la sua salita su El Capitan, scalerà – ovviamente in “solo” – il Taipei 101, un grattacielo di 101 piani a Taiwan. Una parete di vetro e acciaio alta 510 metri. Dice che ci metterà circa due ore e mezza. Parte alle 2 del mattino italiane, se volete guardarvelo. E’ un’impresa che ha preventivamente scatenato un certo dibattito morale, proprio perché una possibile morte in diretta è uno scarto di livello per il racconto dello sport in tv. Lui – ha una moglie, Sanni McCandless Honnold, e due figlie sotto i 4 anni – in un’intervista al New York Times parla della morte come uno di potrebbe parlare della sua agenda quotidiana.
“È di acciaio e vetro, quindi sì, è scivoloso (ride, ndr), ma ti tieni stretto. Non è come certi obiettivi da arrampicata dove ti aggrappi a questi minuscoli bordi millimetrici di roccia. Sanni è stressata per l’aspetto “evento”, come lo spettacolo. È preoccupata per tutti i commenti del pubblico. Non credo che la cosa la preoccupi per la scalata vera e propria”.
My free solo ascent of Taipei 101 in Taiwan is coming up soon – and you can watch it LIVE on @netflix. January 23 @ 8 PM ET / 5 PM PT. Exciting!! pic.twitter.com/uarDl92hAR
— Alex Honnold (@AlexHonnold) January 15, 2026
“Non ho mai voluto morire. Ecco perché mi impegno così tanto nella preparazione e nell’allenamento. Voglio dire, implicito nella domanda è che ho ancora molto per cui vivere, e sì, ho ancora molto per cui vivere, e sto ancora facendo del mio meglio per non morire. La piccola Alice non se lo ricorderebbe. La piccola June probabilmente non se lo ricorderebbe. Compirà 4 anni tra un mese. Ovviamente sarebbe durissimo per Sanni, ma i bambini sarebbero ben accuditi. Non ho la sensazione di abbandonarli. Non rimarrebbero necessariamente traumatizzati per tutta la vita. Pensi alla morte ogni volta che vai in solitaria in montagna, pensi… che le cose possono finire in fretta”.
Honnold non ha un’assicurazione sulla vita e nemmeno la vuole (probabilmente non troverebbe comunque nessuno che gliela fa, visto il mestiere che fa). “Penso che sarebbe troppo costoso, ma penso che l’assicurazione in generale sia una specie di truffa. Il punto è pagare. C’è un motivo per cui le compagnie assicurative sono giganti della finanza. Perché tutti gli altri vengono fregati”.
Il giornalista del Nyt gli chiede se c’è un elemento di narcisismo in quello che fa: “Questo vale probabilmente per il 50% di ciò che fanno gli esseri umani. Ci sono pochissime attività umane che hanno davvero un significato. Ci sono poche cose in cui si contribuisce legittimamente alla società, ma anche la maggior parte delle persone con un vero lavoro non fa nulla per il bene dell’umanità. Se sei un esperto di finanza, tipo, non stai aiutando l’umanità. La maggior parte delle attività umane è fondamentalmente egoistica. Non credo che questo sia peggio di qualsiasi altra cosa le persone stiano facendo”.
“La mia speranza è che chi guarda l’evento ne percepisca almeno la gioia. Come quando da bambino ti guardi intorno e pensi: “Sarebbe fantastico arrampicarsi lassù”. Da adulto, ti viene inculcato questo pensiero. “Perché lo fai? È pericoloso. Hai l’assicurazione?”. Ma c’è qualcosa da dire sul mantenere quella gioia infantile nel solo guardarlo, tipo: “È fantastico. Voglio farlo anch’io”.










