Australian Open, Melbourne anticipa i match per il caldo. Milano-Cortina avrà bisogno di 1 miliardo di litri d’acqua
A Melbourne stanotte caldo previsto di oltre 40 gradi. A Milano-Cortina non c'è neve, ma un impianto che si governa con un joystick.

2021 archivio Image Sport / Sci / Federica Brignone / foto Imago/Image Sport
Se a Melbourne il programma dell’Australian Open è rivoluzionato per il gran caldo che potrà toccare anche i 40 gradi, a Milano-Cortina il comitato organizzatore stima che le Olimpiadi invernali necessiteranno di circa 946 milioni di litri d’acqua, l’equivalente di quasi 380 piscine olimpioniche, per l’innevamento artificiale. C’è da mettersi le mani nei capelli per un clima impazzito e lo sport che cerca di tenere il passo.
La Bbc fa il punto sulla situazione di Melbourne:
Domani le partite inizieranno 30 minuti prima, con temperature che a Melbourne raggiungeranno i 40°C. L’Australian Bureau of Meteorology ha emesso un avviso di allerta per ondata di calore intensa, anche nello stato di Victoria. Il gioco verrà sospeso se la scala di stress da calore del torneo raggiungerà il suo massimo di cinque. La scala misura il calore radiante, la temperatura dell’aria all’ombra, l’umidità relativa e la velocità del vento. Le partite alla Rod Laver Arena, alla Margaret Court Arena e alla John Cain Arena saranno interrotte al valore di cinque per consentire la chiusura del tetto prima della ripresa.
In campo apriranno la giornata Madison Keys e Karolina Pliskova alla Laver Arena, seguite da Jannik Sinner, con Jessica Pegula e Lorenzo Musetti tra i primi a scendere in campo sulle altre arene; i ballkids lavoreranno a turni di 45 minuti con pause più lunghe. Il torneo ha predisposto misure di raffreddamento tra cui erogatori d’acqua, ventilatori nebulizzatori, stazioni di idratazione, personale dedicato e 9.000 metri quadrati di copertura ombreggiante; il caldo potrebbe superare i 40°C anche martedì, giorno d’inizio dei quarti di finale, e costringerà a continui aggiustamenti di corde e approccio alla partita, mentre il clima variabile di Melbourne, influenzato dall’alternanza tra venti caldi dall’entroterra desertico e aria fredda proveniente dall’Oceano Antartico, può trasformare rapidamente la città da forno naturale ad aria condizionata naturale, con sbalzi che impongono di passare dal ventilatore al maglione nel giro di un giorno.
A Milano-Cortina, acqua in nuovi bacini idrici
Davide Cerato è responsabile del perfezionamento di molti dei tracciati che saranno presenti ai Giochi invernali Milano-Cortina del 2026. A Bormio per le gare di sci alpino e sci alpinismo, e Livigno per gli eventi di freestyle e snowboard sono stati installati nuovi impianti di innevamento artificiale. Con il cambiamento climatico che colpisce in particolare gli sport invernali, l’innevamento artificiale è diventato essenziale.
Cerato ha supervisionato i lavori di realizzazione di nuovi bacini idrici ad alta quota per immagazzinare l’acqua. Allo Snow Park di Livigno, hanno costruito un bacino in grado di contenere circa 200 milioni di litri d’acqua. Hanno aggiunto più di 50 generatori di neve per produrre circa 800 milioni di litri di neve in circa 300 ore. A Bormio, Cerato ha dichiarato di aver costruito un lago a 2.300 metri di altitudine, con una capacità di 88 milioni di litri d’acqua. Sono stati inoltre installati 75 cannoni sparaneve per lo sci alpino e lo scialpinismo.
Grazie alla produzione di neve, gli organizzatori possono controllare la qualità e la durezza di una pista, preparandola secondo i requisiti Fis e garantendo condizioni costanti. Cerato ha affermato che è più facile lavorare con la neve tecnica perché è compatta ed è più sicura perché non si deteriora così rapidamente, mentre la neve naturale richiede più lavoro. Possono iniettare acqua in profondità nel manto nevoso, che si congelerà e creerà una superficie di gara più stabile. «Questa è la differenza: un percorso equo dal pettorale n. 1 al pettorale n. 50».
Cerato e il suo team utilizzano sensori all’avanguardia per monitorare la profondità della neve. Se c’è un vuoto, i cannoni sparaneve entrano in funzione. Se ce n’è troppa, vengono spenti. «Regola automaticamente ogni cosa, ogni singolo generatore di neve, così puoi controllare tutta la montagna con una sola persona seduta in ufficio». A Bormio i battipista sono dotati anche di sistemi Gps per monitorare la qualità e il livello della neve, risparmiando tempo, energia e acqua. Il battipista sa esattamente dove spingere la neve e quanta ne serve.











